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	<title>La Divina Volontà è l’essenza di Dio, è la Sorgente di tutti i suoi Attributi, del suo Amore, della sua Vita e delle sue opere</title>
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		<title>La Festa del Padre Divino</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jul 2024 13:15:00 +0000</pubDate>
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<p>Nel Battesimo di Gesù al Giordano il Padre Divino fece udire la sua voce: <em>“<strong>Ecco il mio Figlio, l’Amato, nel quale mi compiaccio</strong>”,</em> e di nuovo durante la sua Trasfigurazione sul monte Tabor. Se il Figlio è “l’Amato”, il Padre è Colui che ama, “l’Amante”, e lo Spirito Santo è “l’Amore”, il loro reciproco infinito Amore nel quale si realizza la loro assoluta unità e unicità. Per questo Gesù dice <em>“chi ha visto Me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? Non credi che<strong> Io sono nel Padre e il Padre è in Me? </strong>Le parole che Io vi dico, non le dico da Me; ma il Padre che è con Me compie le sue opere. Credetemi: Io sono nel Padre e il Padre è in Me; se non altro, credetelo per le opere stesse”</em> (Gv 14,9-11).</p>
<p>Gesù disse al Padre nell’ultima Cena: <em>“</em><em>questa è la vita eterna: che conoscano Te, l’unico vero Dio, e Colui che Tu hai mandato, Gesù Cristo”</em> (Gv 17,3), conoscerlo per esperienza intima, personale: una grazia, una felicità che supera ogni altra. Ma il Padre non è amato perché non è conosciuto. Che dolore per il suo Amore! Ignorato e non amato dai suoi stessi figli! Egli è Padre, ma i figli (che tali sono diventati per il Battesimo che li ha incorporati a Cristo) non vivono come figli, non hanno ancora <strong>lo spirito di figli, anzi del Figlio, ma uno spirito di servi</strong>, sono rimasti ancora nell’Antico Testamento, immaturi, con la loro mentalità che li tiene a distanza da Dio, persino “rispettosamente” a distanza. A tanta distanza il pensiero e il cuore… Nel migliore dei casi hanno timore di Dio, ma non è quel “santo timore” di perderlo, di dispiacergli e offenderlo (e questo è un dono dello Spirito Santo), a parte il fatto che “santo timore <strong><em>di Dio</em></strong>” è anche quello che il suo Amore sente, di poter perdere un figlio, o che semplicemente si faccia del male… E dov’è l’amore dovuto al suo Amore?</p>
<p><strong>La conoscenza del Padre va di pari passo con il vivere noi lo spirito di figli, anzi lo Spirito del Figlio</strong>. Lo dice San Paolo: <em>“Tutti quelli infatti che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno <strong>spirito da schiavi</strong> per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno <strong>spirito da figli</strong> adottivi per mezzo del quale gridiamo: «Abbà, Padre!». Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria”</em> (Rom 8,14-17).</p>
<p><em>“Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che Egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati <strong>ad essere conformi all’immagine del Figlio suo</strong>, perché Egli sia il primogenito tra molti fratelli”</em> (Rom 8,28-29).</p>
<p>Ma, concretamente,<strong> in che consiste avere lo spirito di figli e vivere come tali</strong>, in modo che, come diciamo nel Padrenostro, <em>“sia santificato</em> (da noi) <em>il suo Nome</em> di Padre”?</p>
<p>La risposta la dà il Signore a Luisa Piccarreta (Vol. 20°, 22.12.1926):</p>
<p><em>“<strong>Figlia mia, qual è lo scopo per cui vuoi che la mia Volontà sia compiuta in te e sia conosciuta da tutti?</strong>” </em></p>
<p>Ed io: <em>“Lo voglio perché Tu lo vuoi, lo voglio perché si stabilisca l’ordine divino ed il tuo Regno sulla terra, lo voglio perché la famiglia umana non viva più come estranea da Te, ma che si vincoli di nuovo alla Famiglia Divina, donde ebbe l’origine”. </em></p>
<p>E Gesù, sospirando, ha soggiunto: <em>“Figlia mia, <strong>lo scopo</strong> tuo ed il mio è unico. <strong>Quando un figlio tiene lo stesso scopo del Padre, vuole ciò che il Padre vuole</strong>, non fa mai dimora in casa altrui, lavora nei campi di suo Padre; se si trova con persone, parla della bontà, dell’ingegno, degli scopi grandi di suo Padre, di questo figlio si dice che ama, che <strong>è copia perfetta di suo Padre</strong>, che si vede con chiarezza da tutti i lati che appartiene a quella famiglia, che <strong>è figlio degno</strong> di portare in sé con onore la generazione di suo Padre. Così sono i segni </em>[che mostrano] <em>se si appartiene alla Famiglia Celeste: avere lo stesso mio scopo, volere la mia stessa Volontà, dimorare in Essa come in casa propria, lavorare per farla conoscere. Se parla, non sa dire altro che ciò che si fa e si vuole nella nostra Famiglia Celeste. Questa si conosce a chiare note, da tutti i lati, e con ragione, con giustizia e con diritto, che è figlia che Ci appartiene, che è una della nostra Famiglia, che non ha degenerato dalla sua origine, che conserva in sé l’immagine, i modi, i portamenti, la vita di suo Padre, di Colui che l’ha creata. Sicché tu sei una della mia Famiglia, e quanto più fai conoscere la mia Volontà, tanto più ti distingui innanzi al Cielo e alla terra che sei figlia che Ci appartieni. Invece, quando </em>[uno] <em>non tiene lo stesso scopo, poco o nulla dimora nella reggia della nostra Volontà, va sempre girando, ora ad un’abitazione, ora ad un vile tugurio, va sempre vagando nell’aperto delle passioni, facendo atti indegni della sua famiglia; se lavora è in campi estranei; se parla non risuona mai sul suo labbro l’amore, la bontà, l’ingegno, i grandi scopi di suo Padre, sicché in tutto il suo portamento non si conosce affatto che appartiene alla sua famiglia, si può chiamare costui figlio della sua famiglia? E se da quella è uscito, è figlio degenere, che ha spezzato tutti i vincoli e i rapporti che lo legavano alla sua famiglia. Perciò, <strong>solo chi fa la mia Volontà e vive in Essa può chiamarsi figlio mio, membro della mia Famiglia Divina e Celeste</strong>. Tutti gli altri sono figli degeneri e come estranei alla Famiglia nostra. Ecco che quando tu ti occupi del mio «<strong>Fiat</strong>» Divino, se parli, se giri in Esso, Ci metti in festa, perché sentiamo che una che Ci appartiene, che è la figlia nostra, parla, gira, lavora nel campo del nostro Volere, e ai figli si lasciano le porte aperte; nessun appartamento si chiude per essi, perché ciò che è del Padre è dei figli e nei figli si mette la speranza della lunga generazione del Padre. Così Io ho messo in te la speranza della lunga generazione dei figli del mio eterno «<strong>Fiat</strong>».” </em></p>
<p><img data-recalc-dims="1" decoding="async" class="alignleft wp-image-21687" src="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/07/PadreDivino.jpeg?resize=260%2C348&#038;ssl=1" alt="" width="260" height="348" srcset="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/07/PadreDivino.jpeg?w=302&amp;ssl=1 302w, https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/07/PadreDivino.jpeg?resize=224%2C300&amp;ssl=1 224w" sizes="(max-width: 260px) 100vw, 260px" />San Giovanni lo aveva già annunciato nella sua prima lettera: <em>“Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto Lui. Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che <strong>quando Egli si sarà manifestato, noi saremo simili a Lui</strong>, perché lo vedremo così come Egli è” </em>(1<sup>a</sup> Gv 3,1-3).</p>
<p>E il Padre si è personalmente manifestato già nel 1932 per mezzo di un’altra grande mistica del nostro tempo, Madre Eugenia Elisabetta Ravasio (e fu esaminato e approvato dall’Autorità della Chiesa), che i suoi figli si ricordino di Lui non solo come Creatore e Signore, ma come Padre amantissimo, a noi vicinissimo; perché non basta essere figli di Dio fin dal Battesimo (<em>“e realmente lo siamo”</em>), ma occorre vivere come tali e diventare <em>“<strong>simili a Lui</strong>”</em>, maturi, come lo stesso S. Paolo ha detto: <em>“per tutto il tempo che l’erede è fanciullo, non è per nulla differente da uno schiavo, pure essendo padrone di tutto; ma dipende da tutori e amministratori, fino al termine stabilito dal Padre </em>(cioè “la fine dei tempi”)<em>. Così anche noi quando eravamo fanciulli, eravamo come schiavi degli elementi del mondo. Ma quando venne </em>la pienezza dei tempi<em>, Dio mandò il suo Figlio, nato dalla Donna, nato sotto la Legge, per riscattare coloro che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli. E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha inviato nei vostri cuori <strong>lo Spirito del suo Figlio</strong> che grida: Abbà, Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio; e se figlio, sei anche erede per Volontà di Dio”</em> (Gal 4,1-7).</p>
<p>Dobbiamo avere lo spirito di figli, anzi del Figlio, nei suoi confronti, per cui lo stesso Padre ha chiesto con infinita umiltà una festa per ricordarlo, una festa che soltanto Lui, il Padre Divino, non ha, indicando la sua preferenza per il 7 Agosto. Il Padre Divino, il primo, è rimasto come l’ultimo perché gli uomini, le sue creature, non lo conoscono né lo amano; anche tanti battezzati non hanno ancora lo spirito di figli: <strong>la conoscenza del Padre va di pari passo con il vivere noi lo spirito di figli, anzi lo Spirito del Figlio</strong>.</p>
<p>Nel 33.mo volume, il 20.01.1935 Luisa scrive:</p>
<p>«La mia povera mente si sperde nel Volere Divino, ma tanto che non so ridire ciò che comprendo, né quello che provo in quel celeste soggiorno del <em>“<strong>Fiat</strong>”</em> Divino; so dire solo che sento la Paternità Divina, che con tutto l’amore mi aspetta fra le sue braccia per dirmi: <strong><em>“Siamo come tra figli e Padre</em></strong><em>; vieni a godere le mie tenerezze paterne, i miei tratti amorosi, le mie dolcezze infinite, lascia che ti faccia da Padre. Non vi è gusto maggiore che Io provo, che poter svolgere la mia Paternità, e tu vieni senza timore, vieni a darmi la tua figliolanza, dammi l’amore, le tenerezze di figlia. <strong>Essendo la mia Volontà una con la tua</strong>, a Me mi dà la Paternità verso di te e a te ti </em>[<em>dà</em>]<em> il diritto di figlia”. </em></p>
<p>O Volontà Divina, quanto sei ammirabile e potente! Tu sola hai la virtù di unire qualunque distanza e dissomiglianza col nostro Padre Celeste! Mi sembra che <strong>è proprio questo il vivere in Te: sentire la Paternità Divina e sentirsi figlia dell’Ente Supremo</strong>.</p>
<p>Ma mentre la mia mente era affollata da tanti pensieri su di Essa, il mio dolce Gesù, facendomi la sua breve visitina, mi ha detto: <strong><em>“Mia figlia benedetta, è proprio questo, vivere nella mia Volontà: acquistare il diritto di figlia e acquistare Dio la supremazia, il comando, il diritto di Padre. Solo Essa sa unire l’uno e l’altra e formare una sola vita…”</em></strong><em>»</em></p>
<p>È tempo di passare dallo spirito di servi a quello di figli, dal timore o dall’interesse alla fiducia e all’amore. È il tema di tutto il Vangelo. È il traguardo e lo scopo, la culminazione dell’eterno Progetto di Dio: vivere per il Padre, diventare gloria e trionfo del Padre!</p>
<p>Quando sarà finalmente la gran festa del Padre Divino? Incominciamola noi: <strong><em>“Padre mio, Padre buono, a Te mi offro, a Te mi dono; a Te mi affido, in Te confido, a Te mi dono; tutto ciò che è mio è tuo, tutto ciò che è tuo è mio, io sono tutto tuo e Tu sei tutto mio!”</em></strong></p>The post <a href="https://ladivinavolonta.org/festa-del-padre-divino/">La Festa del Padre Divino</a> first appeared on <a href="https://ladivinavolonta.org">La Divina Volontà è l’essenza di Dio, è la Sorgente di tutti i suoi Attributi, del suo Amore, della sua Vita e delle sue opere</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>La Scuola di preghiera nella Divina Volontà</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jul 2024 11:55:59 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img data-recalc-dims="1" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-21652" src="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/07/scuoladipreghiera.jpg?resize=650%2C340&#038;ssl=1" alt="" width="650" height="340" srcset="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/07/scuoladipreghiera.jpg?w=650&amp;ssl=1 650w, https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/07/scuoladipreghiera.jpg?resize=300%2C157&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>Vediamo oggi come sviluppare e maturare <em>“il germe”</em> del suo Volere che abbiamo ricevuto fin dal Battesimo.</p>
<p>È un processo di crescita, giorno per giorno, lungo tutta la vita. Sappiamo da dove parte: dalla Redenzione, con la quale Gesù ci ha incorporato a Sé mediante il Battesimo. E dove vuole arrivare: ad una perfetta unione con Sé, che è piena appartenenza, totale condivisione, <strong><em>“fusione”</em></strong>. Fino a poter dire a Gesù e come Gesù al Padre: <em>“tutto ciò che è mio è tuo, e tutto ciò che è tuo è mio”</em> (Gv 17,10). Dall’eternità il Padre Divino, guardando suo Figlio Incarnato, ha visto noi e per questo ci ha amato e ci ha creato; e allo stesso modo, quando il Padre, guardando ognuno di noi, vedrà Gesù e tutto quello che è di Gesù, allora si compirà il suo Regno, il suo “sogno d’amore”.</p>
<p>Sembrerebbe come se il suo infinito Amore non fosse soddisfatto fino a quando non ci avrà come figli, come altrettanti Gesù nel suo Cuore, come se mancasse qualcosa alla sua Felicità. Quello sarà quel <em>“riposo di Dio”</em> nel settimo giorno (Ebrei 4,4). Da parte sua l’opera è fatta, adesso tocca a noi venire incontro a Lui. Questo è il “fonderci in Gesù”, la fusione della nostra volontà con la Sua in uno stesso volere.</p>
<p>Ricordo questi versi dell’ultimo Confessore di Luisa, Don Benedetto Calvi:</p>
<p><em>“O santa, pietosa, amabile Volontà di Dio, ti adoro e a Te congiungermi, in Te viver desio. </em><em>Tu, l’ineffabile ordine sei del Divino Amore, e solo Tu devi essere la Legge del mio cuore. </em><em>Come si uniscono placidi due rivi in un sol fiume, due stille in una sola goccia, due fiaccole in un sol lume, </em><em>così, Gesù, concedimi di me costante oblio, che tutto si compenetri nel tuo Volere il mio. </em><em>Fa’, ch’io sol abbia a pendere, Signore, dai cenni tuoi, voglia quel che Tu desideri, brami sol quel che Tu vuoi”</em></p>
<p>“<strong>Fonderci in Gesù</strong>” è un’espressione tipica di Luisa, che parte dalla volontà e coinvolge tutto quello che siamo, quello che abbiamo e quello che facciamo, tutto quello che ci succede. Ognuno di noi è unico davanti a Dio e Lui ci tratta in un modo unico, adattandosi alla nostra piccola capacità. Quindi ognuno ha il suo modo di pregare che deve essere sempre incontro d’amore con Dio.</p>
<p>La preghiera è l’incontro tra la Volontà Divina e la volontà umana ed esprime gli atteggiamenti e i sentimenti della creatura verso Dio. La mancanza di preghiera è ateismo di fatto; il rifiuto o l’avversione alla preghiera è empietà; l’incostanza nel pregare è segno di un amore molto debole o superficiale; le facili distrazioni indicano che l’anima è dominata da altri gusti o interessi o che, comunque, il suo pensiero gira ancora, fin troppo, attorno a sé e per questo la creatura è infelice. Una preghiera che sa soltanto recitare preghiere imparate non tocca il proprio cuore né la propria vita, né tantomeno il Cuore e la Vita di Dio. Pregare al solo scopo di ottenere qualche “grazia”, fa capire che l’anima non è credente, ma “cliente” di Dio. Pregare per poter dire alla propria coscienza: “Ho già detto le mie preghiere”, è come pretendere parlare per telefono con una persona senza aver fatto il numero; è un’occasione mancata&#8230;</p>
<p>La preghiera può mostrare nei confronti di Dio un atteggiamento di distanza, di timore, di vana formalità (che non è il vero senso del rispetto), oppure indica interesse, desiderio di aiuto, pentimento&#8230;, o ancora, gratitudine, compiacimento, giubilo, ammirazione, compassione, desiderio di offrire riparazione, intercessione per il prossimo, <strong>amore</strong>! Ed è qui che si trova la vera unione di volontà, con infiniti gradi, e quindi <strong>l’adorazione</strong>.</p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-18937" src="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2022/07/preghieradelbambino.jpg?resize=300%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="300" srcset="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2022/07/preghieradelbambino.jpg?w=300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2022/07/preghieradelbambino.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />La preghiera, insomma, dice quanto l’uomo è estraneo o familiare verso Dio, quanto è lontano o vicino, quanto è servo o figlio. È un incontro che si traduce in vita, che alimenta la vita e che, a sua volta, si nutre di conoscenza del Signore, poiché la preghiera ha bisogno di contenuti. Per la preghiera nella Divina Volontà è necessario nutrirsi con la lettura degli scritti sulla Divina Volontà. Le preghiere di Luisa che troviamo in tutti i suoi Scritti sono secondo il suo modo di esprimersi, secondo il suo spirito, ma sono una grande <strong>Scuola di preghiera</strong> per noi.</p>
<p><em>“Figlia mia, questa mattina voglio uniformarti tutta a Me: voglio che pensi con la mia stessa mente, che guardi coi miei stessi occhi, che ascolti con le mie stesse orecchie, che parli con la mia stessa lingua, che operi con le stesse mie mani, che cammini coi miei stessi piedi e che mi ami col mio stesso Cuore” </em>(Vol. 2°, 12.08.1899).</p>
<p><em>“Figlia mia, preghiamo insieme. Ci sono certi tristi tempi in cui la mia Giustizia, non potendo contenersi per i mali delle creature, vorrebbe allagare la terra di nuovi flagelli e perciò è necessaria la preghiera nella mia Volontà, che, allargandosi su tutti, si mette a difesa delle creature e con la sua potenza impedisce che la mia Giustizia si avvicini alla creatura per colpirla” </em>(Vol. 17°, 01.07.1924).</p>
<p><em>“Figlia mia, come mi ferisce il Cuore la preghiera di chi cerca solo il mio Volere! Sento l’eco della mia preghiera, che feci stando Io sulla terra. Tutte le mie preghiere si riducevano ad un punto solo: che la Volontà del Padre mio, tanto su di Me quanto su tutte le creature, si compisse perfettamente. Fu il più grande onore per Me e per il Celeste Padre: che in tutto feci la sua SS. Volontà&#8230;” </em>(Vol. 17°, 22.02.1925).</p>
<p>Nel libro “Signore, insegnaci a pregare” troverete questa Scuola di preghiera e in essa la luce e la risposta di Gesù a tante domande sul “fonderci”, sui “giri nella Divina Volontà”, ecc. e il germe di Essa matura e si sviluppa.</p>
<hr />
<h2>“Signore, insegnaci a pregare”</h2>
<p><a href="https://ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2016/08/insegnaciapregare.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-20070" src="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/04/Scuoladipreghiera3Dc.jpg?resize=200%2C273&amp;ssl=1" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" srcset="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/04/Scuoladipreghiera3Dc.jpg?w=281&amp;ssl=1 281w, https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/04/Scuoladipreghiera3Dc.jpg?resize=220%2C300&amp;ssl=1 220w" alt="" width="200" height="273" data-recalc-dims="1" /></a><strong>Scuola di preghiera nella Divina Volontà</strong></p>
<p>Questo libro vuoi essere non soltanto una raccolta di preghiere di Luisa Piccarreta (senz’altro incompleta), ma al tempo stesso un sussidio pratico di preghiera e una piccola scuola di preghiera “nella Divina Volontà”.</p>
<p>Non è questione di dire o di leggere determinate preghiere o espressioni di Luisa, magari conoscendole a memoria, per quanto siano per noi modello nei contenuti; e neppure questione di metodi. Si tratta invece di uno spirito nuovo, che determina un nuovo atteggiamento dell’anima, la quale si riveste degli stessi sentimenti e modi divini di agire di Gesù Cristo.</p>
<p><a href="https://ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2016/08/insegnaciapregare.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-19942 size-full" src="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/04/download.png?resize=210%2C69&amp;ssl=1" alt="" width="210" height="69" data-recalc-dims="1" /></a></p>The post <a href="https://ladivinavolonta.org/scuola-di-preghiera/">La Scuola di preghiera nella Divina Volontà</a> first appeared on <a href="https://ladivinavolonta.org">La Divina Volontà è l’essenza di Dio, è la Sorgente di tutti i suoi Attributi, del suo Amore, della sua Vita e delle sue opere</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Qual è il sogno d&#8217;amore di Dio, il suo Dono che vuole darci oggi?</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jul 2024 09:14:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi il Signore ci vuole spiegare di più il suo desiderio, quello che vuole darci. Gesù disse alla samaritana: «Se tu conoscessi il Dono di Dio e chi è Colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu stessa gliene avresti chiesto ed Egli ti avrebbe dato acqua viva» (Gv 4,10). E qual è il Dono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-21454" src="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/07/SognodAmorediDio.jpg?resize=650%2C340&#038;ssl=1" alt="" width="650" height="340" srcset="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/07/SognodAmorediDio.jpg?w=650&amp;ssl=1 650w, https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/07/SognodAmorediDio.jpg?resize=300%2C157&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>Oggi il Signore ci vuole spiegare di più il suo desiderio, quello che vuole darci. Gesù disse alla samaritana: <em>«<strong>Se tu conoscessi il Dono di Dio</strong> e chi è Colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu stessa gliene avresti chiesto ed Egli ti avrebbe dato acqua viva»</em> (Gv 4,10).</p>
<p>E qual è <strong>il Dono di Dio</strong>? Non è un dono qualunque, una virtù, un carisma, non è nemmeno una cosa spirituale, ma è il Dono di Sé, <strong>la sua stessa Volontà Divina</strong> onnipotente, eterna, santissima. Osservare i suoi Comandamenti, fare ciò che Dio vuole, accettare con rassegnazione o con pace ciò che Dio permette o dispone, tutto questo è necessario per salvarci, ma è troppo poco per il suo Amore. E dice nel profeta Isaia (49,3-6): <em>«Mio <strong>servo</strong> tu sei, Israele, sul quale manifesterò la mia gloria </em>(…). <strong><em>È troppo poco che tu sia mio servo</em></strong><em> per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti di Israele. Ma Io ti renderò luce delle nazioni perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra». </em></p>
<p>&#8211; Nella mentalità della Bibbia, “SERVO DI DIO” è l’uomo fedele a Dio, che Lo adora e Lo riconosce come il suo Signore e Dio, dal quale dipende e al quale ubbidisce. In questo senso, <strong>il contrario di <em>“servo” </em>è <em>“ribelle o empio”</em></strong>. E in tale senso, il Figlio di Dio si compiace di proclamarsi <em>“il Servo di Jahvè”</em> (Is 49,3-5; 52,13) e Maria <em>“la Serva del Signore”</em> (Lc 1,38 e 48), un titolo che dice non solo la loro umiltà e sottomissione, ma anche la loro appartenenza a Dio (essere di Dio).</p>
<p>&#8211; Nella mentalità comune degli uomini, un “SERVO” è qualcuno al servizio del suo padrone, verso il quale ha fondamentalmente un sentimento di timore oppure d’interesse, e al quale lo une soltanto un rapporto di dipendenza e di lavoro (di servizio). In quest’altro senso, <strong>il contrario di <em>“servo”</em> è <em>“figlio”</em></strong><em>.</em></p>
<p>Il “figlio” non ha un rapporto con un padrone o signore, ma vive un legame di familiarità e d’amore con suo Padre. In questo senso dobbiamo capire il binomio “servo-figlio” che percorre tutta la Bibbia a cominciare da Abramo, così come le parole del figlio maggiore della parabola del “Figliol prodigo” (Lc 15,29-31). Ovviamente, in questo senso Maria è Figlia e vuole che noi siamo figli.</p>
<p>Gesù spiega <strong>la differenza tra il fare la Volontà di Dio e il vivere in Essa</strong>. È nel vol. 17° degli Scritti di Luisa, il 18 settembre 1924:</p>
<p><em>“</em><em>Figlia mia, non si vuol capire: <strong>il vivere nella mia Volontà è regnare, il fare la mia Volontà è stare ai miei ordini</strong>.  La prima </em>[cosa]<em> è possedere, la seconda è ricevere i miei ordini ed eseguirli. </em></p>
<p><strong><em>Il vivere nel mio Volere</em></strong><em> è fare sua la mia Volontà come cosa propria, è disporre di Essa. <strong>Il fare la mia Volontà</strong> è tenerla in conto come Volontà di Dio, non come cosa propria, né poter disporre di Essa come si vuole. <strong>Il vivere nella mia Volontà</strong> è vivere con una sola volontà, qual è Quella di Dio, </em>[ed] <em>essendo la quale una volontà tutta santa, tutta pura, tutta pace, ed essendo una sola volontà </em>[quella]<em> che regna, non ci sono contrasti, tutto è pace. Le passioni umane tremano innanzi a questa Suprema Volontà e vorrebbero fuggirla; non ardiscono di muoversi, né di opporsi, vedendo che innanzi a questa Santa Volontà tremano Cieli e terra. Sicché il primo passo del vivere nel Volere Divino, che fa gettare l’ordine divino, è nel fondo dell’anima, svuotandola di ciò che è umano, di tendenze, di passioni, d’inclinazioni ed altro. </em></p>
<p><em>Invece, <strong>il fare la mia Volontà</strong> è vivere con due volontà, e quando do gli ordini di eseguire la Mia </em>[la creatura]<em> sente il peso della sua volontà, che vi mette contrasti, e ad onta che segua gli ordini della mia Volontà con fedeltà, sente il peso della natura ribelle, le sue passioni ed inclinazioni. E quanti santi, ad onta che siano giunti alla perfezione più alta, sentono questa loro volontà che fa loro guerra, che li tiene oppressi, tanto che sono costretti a gridare: Chi mi libererà da questo corpo di morte, cioè, da questa mia volontà che vuol dare morte al bene che voglio fare? </em>(Rom 7,24)</p>
<p><strong><em><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-21453" src="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/07/DonodiDio-2.jpg?resize=300%2C279&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="279" />Il vivere nella mia Volontà</em></strong><em> è vivere da figlio; <strong>il fare la mia Volontà</strong> è vivere da servo. Nel primo </em>[caso]<em> ciò che è del Padre è del figlio, e molte volte fanno più sacrifici i servi che i figli: a quelli spetta esporsi a servizi più faticosi, più umili, al freddo, al caldo, a viaggiare a piedi… Difatti, quanto non hanno fatto i miei Santi per eseguire gli ordini della mia Volontà? Invece, <strong>il figlio</strong> sta con suo padre, tiene cura di lui, lo rallegra coi suoi baci e con le sue carezze, comanda ai servi come se comandasse suo padre, se esce non va a piedi ma viaggia in carrozza… E se <strong>il figlio</strong> possiede tutto ciò che è del Padre, ai servi non si dà altro che la mercede del lavoro che hanno fatto, e restano liberi di servire o non servire il loro Padrone; e se non servono non hanno più diritto a ricevere alcun altro compenso. Invece, tra padre e figlio nessuno può togliere questi diritti che <strong>il figlio</strong> possiede sui beni del padre, e nessuna legge, né celeste, né terrestre, può togliere questi diritti, né svincolare la figliolanza tra padre e figlio. Figlia mia, il vivere nella mia Volontà è il vivere che più si avvicina ai beati del Cielo, ed è tanto distante da chi fa la mia Volontà e sta fedelmente ai miei ordini, quanto è distante il Cielo dalla terra, quanta distanza passa tra figlio e servo, tra re e suddito.</em></p>
<p><em>E poi, questo è un dono che voglio fare in questi tempi sì tristi, che non solo facciano la mia Volontà, ma che la posseggano. Non sono forse Io padrone di dare ciò che voglio,</em> <em>quando voglio e a chi voglio? Non è padrone un Signore di dire ad servo: «Vivi in casa mia, mangia, prendi, comanda come un altro Me stesso?» E per fare che nessuno possa impedirgli il possesso dei suoi beni, si legittima questo servo per figlio e gli dà il diritto di possedere. Se ciò può fare un ricco, molto più posso farlo Io. <strong>Questo vivere nel mio Volere è il dono più grande che voglio fare alle creature</strong>. La mia Bontà vuole sempre più sfoggiare in amore verso le creature e avendo dato loro tutto e non avendo più che dar loro per farmi amare, voglio far loro dono della mia Volontà, affinché possedendola amino il gran bene che posseggono.</em></p>
<p><em>Non ti meravigliare se vedi che non capiscono. Per capire dovrebbero disporsi al più grande dei sacrifici, qual è quello di non dar vita, anche nelle cose sante, alla propria volontà. Allora sentirebbero il possesso della Mia e toccherebbero con mano che significa vivere nel mio Volere. Tu però sii attenta; non t’infastidire delle difficoltà che fanno ed Io a poco a poco mi farò strada per far capire il vivere nella mia Volontà”.</em></p>
<p>Dio vuole che diventiamo come Lui, a Sua <strong>somiglianza</strong>. Dio vuole che viviamo con Lui in perfetta <strong>comunione di vita</strong>, che possiamo dire come Gesù disse al Padre: <strong><em>«Tutto ciò che è mio è tuo e tutto ciò che è tuo è mio»</em></strong> (Gv 17,10). Dio vuole che amiamo, che Lo amiamo <strong>con il suo stesso Amore</strong>, affinché il nostro ricambio di amore sia giusto. Per questo, sapendo Dio che il nostro “cuore” (la nostra volontà) non è da solo capace di amare in modo divino, degno di Dio, <strong>adesso ci offre il dono del suo stesso “Cuore”, della sua adorabile Volontà</strong>, <strong>il “Cuore” delle Tre Divine Persone</strong>, affinché non solo viviamo conforme a ciò che Dio vuole da noi, ma viviamo con Dio la sua vita, prendendo parte alle sue opere e amando con l’Amore delle Tre Divine Persone.</p>The post <a href="https://ladivinavolonta.org/sogno-damore-di-dio-il-suo-dono/">Qual è il sogno d’amore di Dio, il suo Dono che vuole darci oggi?</a> first appeared on <a href="https://ladivinavolonta.org">La Divina Volontà è l’essenza di Dio, è la Sorgente di tutti i suoi Attributi, del suo Amore, della sua Vita e delle sue opere</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Lo sviluppo del Divin Volere nell’anima</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jun 2024 11:53:08 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-21209" src="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/06/sviluppodelDivinVolerenellanima.jpg?resize=650%2C340&#038;ssl=1" alt="" width="650" height="340" srcset="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/06/sviluppodelDivinVolerenellanima.jpg?w=650&amp;ssl=1 650w, https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/06/sviluppodelDivinVolerenellanima.jpg?resize=300%2C157&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>Nel momento che viviamo i segni dei tempi ci avvisano che sta arrivando una grande tribolazione o prova; per questo è prudente fare scorta delle cose essenziali per la vita, e se questo si fa per la vita fisica, quanto più conviene farlo per la vita spirituale, molto più importante. Per questo oggi vogliamo presentare come si svolge il dono supremo del Divin Volere nell’anima che lo accoglie, vedendo le tappe del suo sviluppo in Luisa.</p>
<p>Nel suo primo Volume  Luisa racconta la Novena del Santo Natale,  che lei fece quando aveva 17 anni.  Nella quarta ora Gesù le diceva: <em>“Figlia mia, vorrei abbracciarti, ma non posso, non c’è lo spazio, sono immobile, non lo posso fare; vorrei venire da te, ma non posso camminare. Per ora abbracciami e vieni tu a Me; poi, quando uscirò dal seno materno, verrò Io a te”. </em></p>
<p>Queste parole accennano ad un insegnamento fondamentale, che il Signore svilupperà poi lungo i suoi scritti.</p>
<p>Sono come due tempi della vita spirituale. Nel primo, l’anima, aiutata dalla Grazia, è protagonista nel suo cercare Dio; nel secondo, poi, Gesù è il Divino protagonista, quando <em>verrà </em>all’incontro dell’anima. Ciò riguarda sia la singola anima, sia l’insieme delle anime: l’umanità.</p>
<p>Per questo, <em>“l’Appello del Re Divino” </em>che promulga il Regno della sua Volontà <strong>è</strong> <strong>il solenne annuncio della Venuta del Signore, </strong>dove Gesù ripete otto volte la sua prima parola, <strong><em>“vengo”</em></strong>, quella che nell’Incarnazione disse entrando in questo mondo: <em>“Ecco, Io vengo per fare, o Dio, la tua Volontà” </em>(Ebrei, 10,5-10). E così, nel “Appello”:</p>
<p><em>“<strong>Vengo</strong> in mezzo a voi con il Cuore affogato nelle mie fiamme d’Amore. <strong>Vengo</strong> come Padre in mezzo ai figli, che amo assai, ed è tanto il mio Amore, che <strong>vengo</strong> a rimanere con voi per fare vita insieme e vivere con una sola Volontà, con un solo Amore. <strong>Vengo</strong> con il corteggio delle mie pene, del mio sangue, delle mie opere e della mia stessa morte </em>(…) <em>E non solo <strong>vengo</strong> come Padre, ma <strong>vengo</strong> come Maestro in mezzo ai discepoli </em>(…) <strong><em>Vengo</em></strong><em> come Re in mezzo ai popoli, ma non per esigere imposte e tributi, no, no, <strong>vengo</strong> perché voglio la vostra volontà, le vostre miserie, le vostre debolezze, tutti i vostri mali. La mia sovranità è proprio questa: voglio tutto ciò che vi rende infelici, inquieti, tormentati, per nasconderlo e bruciarlo tutto col mio Amore. E da Re benefico, pacifico, magnanimo qual sono, voglio ricambiarvi con la mia Volontà, con il mio Amore più tenero, con le mie ricchezze e felicità, con la pace e la gioia più pura. Se mi darete la vostra volontà, tutto è fatto, mi renderete felice e sarete felici. Non sospiro altro, se non che la Mia regni in mezzo a voi…”</em></p>
<p>Se nella prima fase della vita di Luisa (fase preparatoria) Gesù si manifesta a lei abitualmente come <em>il Divin Redentore</em>, nella seconda lo fa soprattutto come <em>il Re</em>, che viene a prendere possesso di quanto Gli appartiene e a stabilire sulla terra il suo Regno, il Regno del suo Volere, come è in Cielo. Le innumerevoli volte che Gesù viene sensibilmente a trovare Luisa, sono <em>segno </em>della sua venuta gloriosa come Re alla fine dei tempi, e <em>segnano </em>anche le diverse tappe della sua vita, nelle quali la va trasformando e unendo sempre di più a Sé.</p>
<p>È ammirabile seguire la pedagogia divina in Luisa e lo sviluppo del Dono supremo del Divino Volere. Già nel 2° Volume, il 12.08.1899, per la prima volta negli scritti, troviamo che Gesù vuole <strong><em>“uniformare” </em></strong>Luisa a Sé stesso. È quello che più avanti lei chiama <strong><em>“fondersi in Gesù”</em></strong><em>, </em>nella sua SS. Umanità. Gesù e l’anima, da <strong><em>“possedersi” </em></strong>a vicenda passano a <strong><em>“rispecchiarsi” </em></strong>a vicenda: crocifisso Lui e quindi crocifissa lei sulla stessa croce; così diventa indissolubile <strong><em>l’unione dei loro voleri</em></strong><em>. </em>(Vol 3°, 02.03.1900).</p>
<p>Il 21.05.1900 Gesù annuncia a Luisa la sua intenzione: fare di lei l’esemplare perfetto di <strong><em>uniformità col suo Volere</em></strong><em>; </em>questo, le dice, è il miracolo dei miracoli. L’anima non solo deve vivere per Dio, ma in Dio; questa è la vera virtù, che dà all’anima la stessa forma della Divina Persona in cui dimora (09.07.1900).</p>
<p>E il 16.11.1900 (Vol. 4°) Gesù racchiude il cuore di Luisa nel suo Sacratissimo Cuore e le dà come cuore il  suo Amore Divino. Nello sviluppo del Dono del suo Volere, Gesù prosegue ciò che aveva fatto <strong>undici anni    prima </strong>(2° Volume, 08.09.1889) e ancora lo riprenderà, sotto la stessa immagine del cuore, <strong>undici anni dopo </strong>(02.11.1911). Passeranno ancora altri <strong>dieci anni </strong>e Gesù dirà: <strong><em>“Il lavoro è fatto” </em></strong>(05.12.1921).</p>
<p>Quello che Gesù ha fatto –le dice–, cioè, mettere il cuore di Luisa nel Suo, è per farla passare dallo stato di <strong>unione </strong>allo stato di <strong>consumazione nell’unità</strong>. (18.11.1900), perché tutte le virtù e tutta la vita spirituale tendono alla <strong>consumazione </strong>della volontà umana nella Divina, per vivere in Essa (17.06.1904).</p>
<p>Per giungere a questo, il primo passo necessario è <strong>la rassegnazione </strong>ad Essa (08.11.1905). Solo così l’anima vive in Gesù Cristo e per mezzo suo, e Gesù Cristo vive nella creatura e per mezzo di lei. Non è soltanto unione intenzionale, ma personale (08.02.1904). La SS. Umanità di Gesù copre la sua Divinità: è il modello di come dobbiamo fare tutto con Lui, con la sua stessa Volontà, come se Lui stesso dovesse fare le nostre azioni (17.10.1904).</p>
<p>La creatura è chiamata a diventare <strong>un’altra Umanità </strong>per Gesù: Egli vive in Luisa (07.05.1906) e se lei soffre, è affinché Lui possa riposare (18.05.1906). E nel Vol. 8° troviamo delle indicazioni precise di come deve fare Luisa per <strong><em>“fondersi” </em></strong>in Gesù:</p>
<p><em>“Voglio insegnarti il modo come devi stare con Me: Primo: devi entrare dentro di Me, trasformarti in Me e prendere ciò che trovi in Me. Secondo: quando ti sei riempita tutta di Me, esci fuori ed opera insieme con Me, come se Io e tu fossimo una sola cosa, in modo che se mi muovo Io, muoviti tu; se penso Io, pensa tu alla stessa cosa pensata da Me; insomma, qualunque cosa faccio Io farai tu. Terzo: con questo operato che abbiamo fatto, allontanati un istante da Me e va’ in mezzo alle creature, dando a tutte ed a ciascuna tutto ciò che abbiamo operato insieme, cioè dando a ciascuna la mia Vita divina, ritornando subito a Me per darmi a nome di tutti tutta quella gloria che dovrebbero darmi, pregando, scusandoli, riparando, amando…” </em>(09.02.1908).</p>
<p><em>“…L’anima stessa, mentre è viatrice, non può comprendere tutto il bene e l’amore che passa tra le creature ed il Creatore, perché il suo operare, il dire, il soffrire, è tutto nella mia Vita, e solo facendo così può disporre a bene di tutti </em>(…) <em>Basta dirti che è tanta l’unione e la strettezza che passa, che il Creatore è l’organo e la creatura il suono; il Creatore è il sole, la creatura i raggi; il Creatore il fiore, la creatura l’odore… Può esserci forse l’uno senza l’altro? No, certo” </em>(21.11.1907).</p>
<p>Al posto della nostra volontà deve esserci la Volontà Divina e allora i nostri atti diventeranno divini. Con gli atti completi di Volontà Divina, l’anima va formando in sé un Sole, che diventa sempre più grande, simile al Sole Divino (27.11.1913).</p>
<p>Per fare di noi un’Ostia vivente per Gesù, occorre <em>far morire del tutto la nostra volontà, <strong>sostituendola in tutto il nostro essere con la Volontà Divina</strong></em>, la quale farà una vera e perfetta consacrazione, cosa per cosa,    creando in noi la Vita stessa di Gesù (17.12.1914).</p>
<p>A questo punto, Luisa è invitata ad operare come Gesù, nel suo Volere: <em>“Vieni nella mia Volontà, per fare ciò che faccio Io” </em>(25.07.1917).</p>
<p><em>“Ora, volendoti insieme con Me nel mio Volere, voglio il tuo atto continuo” </em>(28.12.1917). Così avviene che tutto ciò che Luisa sente e fa è la Vita di Gesù, che Egli ripete in lei (25.12.1918).</p>
<p>Ricordiamo: prima si costruisce la casa, e dopo si abita in essa; prima si fabbrica un motore e solo dopo si   mette in moto e si fa girare… Per tanto Luisa, completandosi ormai la sua trasformazione come un’altra Umanità di Gesù, <strong>deve attuare come Lui nella sua Divinità e questo agire dovrà sorgere dalla Divina Volontà </strong>(04.02.1919). Per questo, per la prima volta le dice alla fine del capitolo: <em>“Perciò sii attenta”, </em>e questo è segno che lei sta per iniziare una tappa nuova.</p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-21210" src="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/06/Luisafiglia.jpg?resize=250%2C284&#038;ssl=1" alt="" width="250" height="284" srcset="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/06/Luisafiglia.jpg?w=350&amp;ssl=1 350w, https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/06/Luisafiglia.jpg?resize=264%2C300&amp;ssl=1 264w" sizes="auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px" />In effetti, Gesù chiede a Luisa un nuovo <strong><em>“sì”</em></strong><em>, </em>per farla <strong>passare </strong>dallo stadio di formazione come una Sua Umanità a quello di <strong>attuare </strong>come Lui e con Lui nella sua Divina Volontà (10.02.1919, 24.02.1919). Questo <strong><em>“sì”</em></strong><em>, </em>questa decisione (che lei chiama il <strong><em>“FIAT” </em></strong>e che per noi potrebbe essere una rinnovata consacrazione alla Divina Volontà), il Signore glielo chiede in diverse occasioni, ogni volta che deve passare ad una nuova tappa:</p>
<p><em>“Voglio il <strong>sì</strong> della creatura e come una molle cera prestarsi a ciò che voglio fare di lei. Anzi, tu devi sapere che prima di chiamarla del tutto a vivere nel mio Volere la chiamo di tanto in tanto, la spoglio di tutto, le faccio subire una specie di giudizio (perché nel mio Volere non ci sono giudizi, le cose restano tutte conformate con Me, il giudizio è fuori della mia Volontà, ma di tutto ciò che entra nel mio Volere chi mai può ardire di fare giudizio? Ed Io mai giudico Me stesso). Non solo, ma più volte la faccio morire, anche corporalmente, e poi di nuovo la rimetto alla vita e l’anima vive come se non vivesse; il suo cuore è in Cielo e il vivere è il suo più grande martirio. Quante volte non l’ho fatto per te? Queste sono tutte disposizioni per disporre l’anima a vivere nel mio Volere…” </em>(06.03.1919).</p>
<p>Lo scopo e il progetto di Dio nel creare l’uomo –che in tutto facesse la sua Volontà– mostra attraverso quali tappe vuole farlo crescere. Mediante gli atti ripetuti nella Divina Volontà avrebbe completato la Sua Vita in lui e allora, trovandolo in tutto simile a Sé, il Sole della Divina Volontà lo avrebbe assorbito in Dio, come due Soli che diventano uno, e lo avrebbe portato in Cielo (03.04.1920). Questa è quella<em> somiglianza divina </em>che Dio diede all’uomo quando lo creò a sua immagine, e che Adamo perdette con il suo peccato, ma che adesso, vivendo nel Volere Divino, Dio vuole ridargli. Proprio per questo, a partire dal Vol. 18°, il Signore parla ripetutamente della creazione dell’uomo e di tutto quello che Adamo perdette col peccato d’origine, perché si tratta appunto di riportare l’uomo alla sua vera origine e ripristinare sulla terra il Regno della Divina Volontà perduto.</p>
<p>L’attività dell’anima, che opera sempre più intensamente nel Volere Divino, è di dare alla Maestà Divina, con atti divini, tutti gli omaggi di adorazione, di gloria, di ringraziamento, di riparazione, di amore, ecc. da parte di tutte le creature, che hanno il dovere di dare, e di tutte le cose create. Facendo questo, come prima <em>si è riempita di tutto ciò che è l’adorabile Umanità di Gesù </em>(ed è a motivo del suo ufficio di Vittima), così adesso <em>va riempiendosi sempre di più di quanto è proprio della sua Divinità </em>(e in questo modo farà incominciare il suo Regno):</p>
<p>“<em>Il mio Volere è più che Sole e come l’anima entra nei suoi raggi cocenti, così riceve la Vita, e come va ripetendo gli atti nel mio Volere, così riceve la mia bellezza, la mia dolcezza e fecondità, la mia bontà e santità&#8230;” </em>(14.07.1921)</p>The post <a href="https://ladivinavolonta.org/lo-sviluppo-del-divin-volere-nellanima/">Lo sviluppo del Divin Volere nell’anima</a> first appeared on <a href="https://ladivinavolonta.org">La Divina Volontà è l’essenza di Dio, è la Sorgente di tutti i suoi Attributi, del suo Amore, della sua Vita e delle sue opere</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>La nostra parte nel Progetto di Dio</title>
		<link>https://ladivinavolonta.org/la-nostra-parte-nel-progetto-di-dio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[divinavolonta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jun 2024 13:34:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Contemplando il mistero divino della SS. Trinità, celebrato domenica scorsa, possiamo dire che il Padre è Colui che ha concepito in Sé un meraviglioso Progetto, il Figlio è questo Progetto e lo porta tutto in Sé, e lo Spirito Santo è il realizzatore di questo Progetto eterno e lo distende nel tempo. Continuando questo tema, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-20837" src="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/06/nostrapartenelProgettodiDio.jpg?resize=650%2C340&#038;ssl=1" alt="" width="650" height="340" srcset="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/06/nostrapartenelProgettodiDio.jpg?w=650&amp;ssl=1 650w, https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/06/nostrapartenelProgettodiDio.jpg?resize=300%2C157&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>Contemplando il mistero divino della SS. Trinità, celebrato domenica scorsa, possiamo dire che il Padre è Colui che ha concepito in Sé un meraviglioso Progetto, il Figlio è questo Progetto e lo porta tutto in Sé, e lo Spirito Santo è il realizzatore di questo Progetto eterno e lo distende nel tempo.</p>
<p>Continuando questo tema, diamo adesso uno sguardo veloce allo schema dei Decreti e delle Opere di Dio. Abbiamo già visto come la Volontà Divina della SS. Trinità si svolge in un unico Atto assoluto, infinito, eterno d’Amore. Ogni decreto di Dio è collegato con tutti gli altri seguendo un ordine di causa-effetto: formano come un motore che “gira” attorno al decreto centrale, l’Incarnazione del Verbo. Possiamo immaginare che siano come un orologio che segna, non le ore del giorno, ma lo svolgimento della storia sacra, indipendentemente dal tempo, seguendo l’ordine di causa–effetto: da ogni decreto ne deriva un altro. In questo senso, prima di considerare ciò che Dio fa, consideriamo quello che Dio è:</p>
<p>&#8211; Il punto di partenza è quello che la Divina Volontà è nella SS. Trinità,</p>
<p>&#8211; il centro del Disegno è il Verbo Incarnato,</p>
<p>&#8211; e il punto d’arrivo è il Regno di Dio nell’uomo mediante il dono del Divino Volere.</p>
<p>Ripetiamo adesso che Dio non aveva bisogno di niente né di nessuno. Dio è infinita Bontà che si dà. Il suo è stato un bisogno di dare sfogo al suo amore. Tutto ciò che è uscito da Dio come amore deve ritornare a Dio come risposta al suo amore.</p>
<p>Nel mistero della Vita delle Tre Divine Persone, il Padre genera il Figlio, la sua propria Immagine o Verbo Divino (<em>“Logos”</em>), e dal loro reciproco Amore procede la Persona dello Spirito Santo, cioè, lo Spirito Santo è appunto il loro legame, il loro Amore. Quindi, dalla “gara” d’amore delle Divine Persone è sorto <strong>il decreto eterno</strong> dell’Incarnazione del Verbo, a motivo del quale Dio ha decretato le sue Opere esterne (<em>“ad extra”</em>): la Creazione, la Redenzione e la Santificazione.</p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-20835" src="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/06/DecretiDivini.jpg?resize=759%2C734&#038;ssl=1" alt="" width="759" height="734" srcset="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/06/DecretiDivini.jpg?w=759&amp;ssl=1 759w, https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/06/DecretiDivini.jpg?resize=300%2C290&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 759px) 100vw, 759px" /></p>
<p>Per questo, il Figlio di Dio si è fatto creatura, si è fatto Uomo, Gesù Cristo, per essere a capo di tutta la Creazione, <em>il Primogenito</em> tra tutte le creature che esistiamo a motivo di Lui e per Lui; per essere il nostro Redentore e per essere il Re dei re. In Lui il Padre ha visto tutti noi, ma in primo luogo Maria, come <em>“Secondogenita”,</em> affinché fosse sua Madre e nostra Madre, la sua collaboratrice nell’opera della Redenzione, e fosse la Regina insieme al Re: creatura eternamente concepita nel seno della SS. Trinità.</p>
<p>Quindi, insieme con la Natura umana del Verbo Incarnato (<strong><u>primo decreto</u></strong>), è stata voluta e creata sua Madre, la SS. Vergine (<strong><u>secondo decreto</u></strong>); quindi a motivo di entrambi è stata decretata l’intera umanità: per Lui dovevamo essere come il suo Corpo Mistico, del quale Egli è il Capo (<strong><u>terzo decreto</u></strong>). Ha voluto avere insieme al suo Corpo personale, fisico, un altro suo Corpo Mistico, per moltiplicare in esso la sua vita, il suo amore, la sua gloria, Se stesso, in ogni membro di questo Corpo, in ognuno di noi.</p>
<p>A motivo di esso Dio ha voluto creare il Cielo e la terra, tutte le cose “visibili e invisibili”, in primo luogo gli Angeli e tutti gli altri esseri della Creazione (<strong><u>quarto decreto</u></strong>): <em>“Tutto è vostro, ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio”</em>. <em>“Infatti </em>‒dice San Paolo ‒ <em>a quale degli angeli Dio ha mai detto: Tu sei mio figlio; oggi ti ho generato? E ancora: Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio? </em>(…) <em>Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati per servire coloro che devono ereditare la salvezza?”</em> (Ebrei 1,5.14). Ma queste creature spirituali (gli angeli e gli uomini), dotati d’intelletto e di volontà libera e perciò liberi e responsabili, chiamati a partecipare al rapporto di amore delle Divine Persone, dovevano dare a Dio la loro personale risposta: perciò era necessaria la prova (<strong><u>quinto decreto</u></strong>).</p>
<p>E nella prova Dio aveva previsto ‒per Dio tutto è presente‒ e sapeva che una parte di questi esseri spirituali (angeli e uomini) non sarebbe stata fedele, ma avrebbero rifiutato Dio per affermare se stessi, si sarebbero ribellati diventando demoni e dannati, uscendo dal Progetto eterno per quanto dipendeva da loro. Ma il male non può impedire a Dio di essere buono e di dare anche a loro il bene dell’esistenza, con tutto ciò che fa parte della loro natura. I reprobi si sono privati di Dio e di ogni bene per sempre (<strong><u>sesto decreto</u></strong>).</p>
<p>Quindi il Verbo Incarnato ha voluto in primo luogo ripristinare l’Opera della Creazione e salvare gli uomini, creati per essere membra del suo Corpo; è venuto per reincorporarli a Sé, <em>“per riunire i figli di Dio che erano dispersi”</em> (Gv 11,52). Questa è l’Opera della Redenzione mediante la sua Croce e perpetuata nella S. Messa (<strong><u>settimo decreto</u></strong>).</p>
<p>In questo modo ha creato di nuovo il suo Corpo Mistico, che è la sua Chiesa (<strong><u>ottavo decreto</u></strong>), nella quale incorpora quanti aderiscono a Lui mediante la Fede e i Sacramenti (<strong><u>nono decreto</u></strong>).</p>
<p>La Fede è la risposta alla Verità nella misura che la conosciamo, per cui <em>“senza la fede è impossibile essere graditi a Dio; chi si accosta a Lui deve credere che Egli esiste e che ricompensa coloro che lo cercano”</em> (Ebrei 11,6).</p>
<p>Quanti sono incorporati a Cristo sono spiritualmente vivi: questa partecipazione alla sua Vita è la Grazia, la Vita divina in noi. In questo modo inizia in noi una nuova Creazione, che è l’Opera della Santificazione (<strong><u>decimo decreto</u></strong>).</p>
<p>Essa è partecipare al rapporto d’amore tra il Figlio e il Padre, il rapporto che svolge lo Spirito Santo, che nel nostro cuore ci fa gridare <em>“Abba, Padre!”</em> (Rom 8,15). È la risposta dell’uomo all’Amore di Dio, la corrispondenza alla Grazia che offre Dio. In questo consiste essere santi, vivere come figli di Dio (<strong><u>undicesimo decreto</u></strong>).</p>
<p>Essa è vita divina soprannaturale, e come tale deve crescere, come avviene con la vita naturale: non può fermarsi all’età infantile, rimanendo ancora nel timore e nel vecchio spirito di servitù, ma deve maturare come spirito filiale e comportamento di figli, anzi del Figlio, che non riserva nulla per Sé, neanche un pensiero, ma tutto per il Padre, con il Padre, nella Volontà del Padre. In questo consiste il suo Regno, il traguardo del suo Progetto eterno, lo scopo di tutte le cose, dell’Opera di Dio (<strong><u>dodicesimo decreto</u></strong>).</p>
<p>Solo così tutto ciò che è uscito da Dio deve ritornare a Dio.</p>
<p>Così abbiamo visto come in una carrellata tutto quello che Dio vuole, il Progetto del suo Amore del quale facciamo parte. Così come Mosè prima di morire contemplò dall’alto la Terra promessa, anche noi abbiamo contemplato con uno sguardo tutto quello che contiene la Divina Volontà e di cui ci vuole rendere partecipi, la nostra grande Eredità, e sempre più lo dobbiamo contemplare. Ecco a che serve quello che già molti di voi conoscete come <em>“fare i giri”</em> nella Divina Volontà, cioè, ripercorrere tutta l’opera della Creazione, della Redenzione (in particolare con <em>“le Ore della Passione”</em>) e della Santificazione, per mettere la nostra piccola firma dove Dio ha messo la Sua, il nostro piccolo <em>“ti amo”</em> dove Dio ha messo il Suo infinito <em>“Ti amo”</em> detto ad ognuno di noi e in questo modo ricevere tutto ciò che Lui ci vuole dare.</p>
<p>Così come ogni grazia Dio ha voluto che arrivi a noi per mezzo di Maria, la nostra Mamma, così, nella sua meravigliosa “scuola di Luce”, il Signore ha voluto che tutta questa Luce, Amore e Vita ci arrivasse per mezzo della sua “piccola Figlia”, Luisa Piccarreta, attraverso la sua vita e i suoi Scritti, Libro di Cielo. E lei ha lasciato la sua testimonianza, la sua meravigliosa lezione nel capitolo del 10 Maggio 1925 (volume 17°), dove dice:</p>
<p><em>“Molte volte nei miei scritti dico: “Mi stavo fondendo nel santo Volere Divino”, e non mi spiego più. Ora, costretta dall’ubbidienza, dico quello che mi succede nel fondermi…” </em></p>
<p>E Gesù infine le dice: <em>“Figlia mia, il vuoto è la mia Volontà, messo a tua disposizione, che dovrebbe riempirsi di tanti atti per quanti le creature ne avrebbero fatto, se avessero compiuto la nostra Volontà. Questo vuoto immenso che tu vedi rappresenta la nostra Volontà e uscì dalla nostra Divinità a bene di tutti nella Creazione, per felicitare tutto e tutti; quindi era come di conseguenza che tutte le creature dovevano riempire questo vuoto col ricambio dei loro atti e con la donazione della loro volontà al loro Creatore. E non avendolo fatto, facendoci l’offesa più grave, chiamammo perciò te con missione speciale, per essere rifatti e ricambiati di ciò che gli altri ci dovevano. Ecco la causa per cui <strong>prima ti disponemmo con una lunga catena di grazie e poi ti domandammo se volevi far vita nella nostra Volontà, e tu accettasti con un «Sì», legando la tua volontà al nostro Trono, senza volerla più conoscere</strong>, poiché volontà umana e Divina non si riconciliano né possono vivere insieme. Onde quel <strong>«Sì»</strong>, cioè la tua volontà, esiste fortemente legato al nostro Trono. Ecco perché l’anima tua, come piccola bambina, è come tirata innanzi alla Maestà Suprema, perché salendo il tuo volere innanzi a Noi, che come calamita ti attiriamo, tu, invece di guardare la tua volontà, ti occupi solo di portare in grembo a Noi tutto ciò che hai potuto fare nella nostra Volontà e deponi nel nostro seno la nostra stessa Volontà, come l’omaggio più grande che a Noi conviene ed il ricambio a Noi più gradito. Onde la noncuranza della tua volontà e il solo Volere nostro che vive in te ci mette in festa. I tuoi piccoli atti fatti nel nostro Volere ci portano le gioie di tutta la Creazione, sicché pare che tutto ci sorrida e ci faccia festa. E nel vederti scendere dal nostro Trono, senza neppure guardare la tua volontà, portandoti la Nostra, è per Noi la gioia più grande. Perciò ti dico sempre: sii attenta nel nostro Volere, perché in Esso c’è molto da fare, e quanto più farai, tanta più festa ci farai ed il nostro Volere si verserà a torrenti in te e fuori di te”.</em></p>The post <a href="https://ladivinavolonta.org/la-nostra-parte-nel-progetto-di-dio/">La nostra parte nel Progetto di Dio</a> first appeared on <a href="https://ladivinavolonta.org">La Divina Volontà è l’essenza di Dio, è la Sorgente di tutti i suoi Attributi, del suo Amore, della sua Vita e delle sue opere</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>L’Eucaristia nel Progetto di Dio</title>
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		<pubDate>Fri, 31 May 2024 11:54:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Festa del “Corpus Domini” è quella della presenza del Signore nell’Eucaristia, realmente vivo con il suo Corpo e Sangue, Anima e Divinità. La Chiesa celebra la festa dell’Eucaristia tre settimane dopo aver celebrato l’Ascensione del Signore. Al termine della sua vita terrena, quaranta giorni dopo la sua Risurrezione, Gesù “è salito in Cielo, siede [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-20518" src="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/05/EucaristianelProgettodiDio.jpg?resize=650%2C340&#038;ssl=1" alt="" width="650" height="340" srcset="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/05/EucaristianelProgettodiDio.jpg?w=650&amp;ssl=1 650w, https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/05/EucaristianelProgettodiDio.jpg?resize=300%2C157&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>La Festa del <em>“Corpus Domini” </em>è quella della presenza del Signore nell’Eucaristia, realmente vivo con il suo Corpo e Sangue, Anima e Divinità. La Chiesa celebra la festa dell’Eucaristia tre settimane dopo aver celebrato l’Ascensione del Signore. Al termine della sua vita terrena, quaranta giorni dopo la sua Risurrezione, Gesù <em>“è salito in Cielo, siede alla destra del Padre, e di nuovo verrà con gloria per giudicare i vivi e i morti, e il suo Regno non avrà fine”</em>. Ma Lui ha detto <em>“Io sarò con voi tutti i giorni, fino alla consumazione dei secoli” </em>(Mt 28,20), sapendo che senza di Lui non possiamo far niente. Così, nella sua ultima Cena, il Signore istituì l’Eucaristia per restare <strong>con noi</strong> sotto l’apparenza   del pane e del vino consacrati, realmente presente e vivo in Essa, con tutta la sua Vita, allo scopo di formarla <strong>in noi</strong>, nella sua Chiesa.</p>
<p>La Chiesa celebra questa Festa, per rendere pubblica testimonianza di fede e di adorazione al Signore presente in mezzo a noi con una solenne processione. La prima processione del <em>Corpus Domini </em>la fece la SS. Vergine nella Visitazione ad Elisabetta, portando nel suo seno materno il Verbo Incarnato. La finalità dell’Eucaristia è formare la Presenza e la Vita di Gesù in noi, fare della nostra vita una Messa, una Comunione ed una continua processione del <em>Corpus</em>, portandolo come Maria a tutti i nostri fratelli.</p>
<p>Il pane di farina di grano (l’ostia) e il vino d’uva nel calice sono la “materia” del Sacramento, che nella Messa si trasformano nel suo vero Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Della piccola ostia e del vino rimane solo l’aspetto materiale o “accidenti” (colore, sapore, forma, ecc.), quello che i nostri sensi percepiscono. Questo miracolo è chiamato <em>“transustanziazione”, </em>perché cambia la sostanza, quando il Sacerdote –vale a dire, Gesù per mezzo del Sacerdote– pronuncia le parole della Consacrazione che Egli pronunciò nella sua ultima Cena: <em>“<strong>Questo è il mio Corpo</strong>”, “<strong>Questo è il calice del mio Sangue</strong>”. </em>In questo modo Gesù fece presente in modo sacramentale la sua Vita intera e il Sacrificio che ore dopo avrebbe consumato sulla Croce, nonché la sua stessa Risurrezione.</p>
<p>Quello era la Messa, che è sempre una sola, ma che si rende presente ogni volta che viene celebrata –e perciò è chiamata “memoriale”–  allo scopo di coinvolgere tutta la Chiesa, ognuno di noi, nel mistero   del suo Amore nel quale offre al Padre il Sacrificio di Se stesso in favore nostro.</p>
<p>Ma la Messa, celebrata da Gesù nella sua ultima Cena e realizzata l’indomani sul Calvario, ha un’origine eterna: essa è nata –possiamo dire– come frutto della “gara” d’Amore tra le Divine Persone, tra il Padre e il Figlio. Gesù, <em>“giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine” </em>(Gv 13,1), il che significa che il suo amore al Padre, inseparabile dall’amore ai suoi, arrivò all’estremo dell’eroismo, <em>“li amò sino alla fine”</em>. Infatti Dio, dopo aver <em>“tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna” </em>(Gv 3,16), che poteva dare di più? E il Figlio, dopo che <em>“spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e morte di croce” </em>(Fil 2,7-8), che altro avrebbe potuto fare di più per superare ancora il suo stesso Amore? Per questo, la Messa è nata eternamente nel centro del Cuore di Dio, nella sua Volontà, raggiunge l’infinito, è il massimo che il suo Amore è stato capace di fare. Per questo dico che il Figlio di Dio si sarebbe incarnato in ogni caso, anche solo per “celebrare” la Messa come gesto supremo del suo Amore. E questa risposta d’Amore infinito al Padre non la vuole dare Lui da solo, ma insieme a tutto il suo Corpo Mistico, in essa vuole coinvolgere tutti noi!</p>
<p>Che peccato, che spesso tanti fedeli e anche tanti celebranti la riducono ad una cerimonia, un rito liturgico, una norma, una consuetudine, un dovere, addirittura un obbligo perché mancare ad essa è peccato grave! E dov’è l’amore? E dov’è la vita? E dov’è il Signore? Davvero, come Egli disse con tanto dolore: <em>“questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da Me; invano essi Mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini” </em>(Mt 15,8-9)</p>
<p>Purtroppo la nostra attenzione e il nostro pensiero nella Messa non sanno passare oltre “l’involucro” ‒diciamo‒, oltre il rito, la cerimonia, la celebrazione liturgica. È come tener conto soltanto degli “accidenti” dell’Eucaristia, dell’Ostia: la forma, il colore, ciò che percepiscono i sensi, senza pensare   alla “sostanza”, cioè alla Realtà occulta sotto queste cose accidentali, la Presenza reale e viva di Nostro Signore e a quello che Egli fa, la sua Vita intera, il suo Sacrificio, e perché lo fa.</p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-19889" src="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/04/Eucaristia-2.jpg?resize=250%2C281&#038;ssl=1" alt="" width="250" height="281" srcset="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/04/Eucaristia-2.jpg?w=400&amp;ssl=1 400w, https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/04/Eucaristia-2.jpg?resize=267%2C300&amp;ssl=1 267w" sizes="auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px" />E attenzione: quel pezzetto di pane, quella piccola Ostia contiene il Signore in sé, ma NON è Lui, NON è Dio; lo copre, ma non È, così come una veste NON è la persona che con essa si veste. Il Signore <em>non diventa pane, non si fa vino</em>, ma si fa presente e si occulta in quel pane e vino. Una volta consacrato, quel pane non è più pane, quel vino non è più vino; del pane e del vino restano soltanto “gli accidenti”, cioè, il colore, il sapore, la forma, ma la Realtà che coprono è il Signore. E se questi “accidenti” sacramentali di quello che fu pane o di quello che fu vino si alterano, <strong><em>lasciano di compiere la loro finalità o non possono più compierla</em></strong><em>,</em> il Signore si ritira, cessa la sua Presenza Eucaristica. È appunto ciò che avviene dopo aver ricevuto la Comunione, dopo più o meno 10 o 15 minuti, quando quell’Ostia è stata assorbita dall’organismo. Che meraviglia del suo Amore! Una trasfusione di sangue o il trapianto di un organo è nulla al confronto con il Dono di Sé che ci fa il Signore, condivide con noi tutto, persino il suo DNA. Non siamo noi a trasformarlo in noi, come avviene con il cibo, ma è Lui che ci trasforma in Sé, a patto di non mettere noi l’ostacolo, di non dar vita al nostro volere umano. Ecco dov’è il segreto!</p>
<p>Gesù dice alla Serva di Dio Luisa Piccarreta il 27.03.1923:<em> </em></p>
<p><em>“Figlia mia, vieni fra le mie braccia e fin dentro il mio Cuore. Mi sono coperto coi veli eucaristici per non incutere timore. Sono sceso nell’abisso più profondo delle umiliazioni in questo Sacramento per innalzare la creatura fino a Me, immedesimandola tanto in Me da formare una sola cosa con Me, e col far scorrere il mio sangue sacramentale nelle sue vene costituirmi vita del suo palpito, del suo pensiero e di tutto il suo essere. Il mio amore mi divorava e voleva divorare la creatura nelle mie fiamme, per farla rinascere </em>[come]<em> un altro Me. Perciò volli nascondermi sotto questi veli eucaristici e così nascosto entrare in essa, per formare questa trasformazione della creatura in Me. Ma per succedere questa trasformazione ci volevano le disposizioni da parte delle creature, ed il mio amore, dando in eccesso, come istituiva il Sacramento eucaristico, così metteva fuori, da dentro la mia Divinità, altre grazie, doni, favori, luce, a bene dell’uomo, per renderlo degno di potermi ricevere. Potrei dire che mise fuori tanto bene da sorpassare i doni della Creazione. Volli dargli <strong>prima le grazie per ricevermi e poi darmi</strong>, per dargli il vero frutto della mia Vita Sacramentale. Ma per prevenire con questi doni le anime, ci vuole un po’ di vuoto di loro stesse, di odio alla colpa, di desiderio di ricevermi. Questi doni non scendono nel marciume, nel fango; quindi senza i miei doni non hanno le vere disposizioni per ricevermi, ed Io, scendendo in loro, non trovo il vuoto per comunicare la mia Vita. Sono come morto per loro e loro morti per Me; Io brucio e loro non sentono le mie fiamme, sono luce e loro restano più accecati. Ahimè, quanti dolori nella mia Vita sacramentale! Molti, per mancanza di disposizioni, non provano nulla di bene nel ricevermi, giungono a nausearmi, e se continuano a ricevermi è per formare il mio continuato calvario e la loro eterna condanna. Se non è l’amore che li spinge a ricevermi, è un affronto di più che mi fanno, è una colpa di più che aggiungono sulle loro anime. Perciò prega e ripara per i tanti abusi e sacrilegi che si fanno nel ricevermi sacramentato.”</em></p>
<p>Pertanto, l’Eucaristia è in primo luogo il <strong><em>SACRIFICIO </em></strong>di Cristo, quindi la sua <strong><em>PRESENZA </em></strong>e infine la <strong><em>COMUNIONE </em></strong>con Lui che ci offre. <strong><em>Per </em></strong>noi, <strong><em>con </em></strong>noi, <strong><em>in </em></strong>noi. Quello che Gesù fece <strong><em>per </em></strong>noi lo rende presente, restando <strong><em>con </em></strong>noi, allo scopo di vivere e regnare <strong><em>in </em></strong>noi. Perché la vita di Gesù si svolge (diciamo) in tre dimensioni: <strong><em>storica </em></strong>(per noi)<strong><em>, eucaristica </em></strong>(con noi) e <strong><em>mistica </em></strong>(in noi). In quella piccola Ostia consacrata Gesù, vero Dio e vero Uomo, è presente con la sua Incarnazione e la sua Nascita, la sua vita occulta di 30 anni e la sua vita pubblica, la sua Passione e morte e la sua Risurrezione, con i suoi insegnamenti e i suoi miracoli, con le sue gioie e le sue pene, con il suo dolore ed il suo infinito Amore.</p>
<p>Per questo il Signore ha detto: <em>“se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna ed Io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in Me ed Io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me ed Io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di Me vivrà per Me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno” </em>(Gv 6,53-58).</p>
<p>Ma perché possa produrre questa trasformazione meravigliosa, da poter dire con San Paolo <em>“non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” </em>(Gal 2,20), la Comunione deve essere reciproca, perché “a chi tutto dà tutto si dà”. Anche noi dobbiamo dargli tutto: ciò che siamo, quello che abbiamo, quello che facciamo. Tutto <strong><em>per </em></strong>Lui, <strong><em>con </em></strong>Lui e <strong><em>in </em></strong>Lui. Questo è lo scopo dell’Eucaristia: Gesù vuole unirci così a Lui, per condividere con noi tutto l’infinito Amore che lo unisce al Padre, <strong>Lui in noi e noi in Lui</strong>, e ricambiarlo con il suo stesso Amore, facendogli trovare in noi un altro Se stesso, un altro Gesù. Maria, Madre dell’Eucaristia e Madre nostra, ci insegni ad amarlo e a vivere per Lui, con Lui e in Lui.</p>The post <a href="https://ladivinavolonta.org/leucaristia-nel-progetto-di-dio/">L’Eucaristia nel Progetto di Dio</a> first appeared on <a href="https://ladivinavolonta.org">La Divina Volontà è l’essenza di Dio, è la Sorgente di tutti i suoi Attributi, del suo Amore, della sua Vita e delle sue opere</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Vieni Spirito Santo a rivestirci di Gesù</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2024 13:03:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Pentecoste è la festa dello Spirito Santo. Ma lo Spirito Santo è il grande Sconosciuto, anche perché non siamo capaci d’immaginare nessuna cosa che non possano percepire i nostri sensi. Così Egli si manifesta mediante immagini sensibili, oppure è rappresentato da similitudini: a modo di colomba, di lingue di fuoco, di vento, di acqua [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-20248 size-full" src="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/05/VieniSpiritoSanto.jpg?resize=650%2C340&#038;ssl=1" alt="" width="650" height="340" srcset="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/05/VieniSpiritoSanto.jpg?w=650&amp;ssl=1 650w, https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/05/VieniSpiritoSanto.jpg?resize=300%2C157&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>La Pentecoste è la festa dello Spirito Santo. Ma lo Spirito Santo è il grande Sconosciuto, anche perché non siamo capaci d’immaginare nessuna cosa che non possano percepire i nostri sensi. Così Egli si manifesta mediante immagini sensibili, oppure è rappresentato da similitudini: a modo di colomba, di lingue di fuoco, di vento, di acqua viva…</p>
<p>Una volta dissi ai bambini: “dipingete il vento”. Come si fa? Qualcuno dipinse una bandiera che svolazzava, o il fumo di una ciminiera, o gli alberi piegati in una direzione… Cioè, lo indicò mediante gli effetti che produce. Quella realtà viva chiamata “spirito” si fa capire da ciò che fa. Il nostro proprio <strong><em>spirito</em></strong> sta <strong><em>animando</em></strong> il nostro <strong><em>corpo</em></strong>, ma è evidente che una cosa è vedere, oppure mangiare, sentire caldo o freddo, ecc., e un’altra è ragionare o prendere una decisione: queste cose le fa il nostro spirito mediante le sue facoltà (intelletto, memoria e volontà), le altre invece le fa il nostro corpo con i suoi sensi e le sue membra. <em>“È lo spirito che vivifica, la carne non serve a nulla”</em> (Gv 6,63).</p>
<p>Dio ci ha creati a sua immagine ed Egli è purissimo Spirito, un solo Essere, unico, indivisibile, in tre Persone: Padre, Figlio e Spirito Santo, il cui nome indica l’Essere Divino. Se il Padre rappresenta la loro Volontà (quello che è) e il Figlio la loro Conoscenza o Sapienza (come è), lo Spirito Santo rappresenta   il loro Volere Divino (quello che fa, cioè, l’Amore). Il Padre è l’Amante, il Figlio è l’Amato e lo Spirito Santo è l’Amore. Amano con un solo Cuore.</p>
<p>Lo Spirito Santo è chiamato da Gesù nel Vangelo “il Consolatore” (o <em>Paràclito</em>). Egli è <em>“lo Spirito di Verità”</em>, il Maestro interiore che ci conduce alla piena Verità, è <em>“lo Spirito Creatore”</em> che dà la vita, il Divino Realizzatore… È <em>lo Spirito di Unità</em>, che desidera fare comunione con il nostro spirito creato, come fa la luce che fin dall’inizio del giorno si fonde con l’atmosfera e diventano come una cosa sola, pur essendo la luce e l’aria così diverse …</p>
<p>Oltre alle immagini classiche della colomba, del vento, del fuoco, ecc. si potrebbero pensare altre: lo Spirito Santo sarebbe come l’elettricità, che non si vede in sé ma nei suoi effetti, e allo stesso tempo è “corrente continua” e “corrente alterna” tra il polo positivo e il polo negativo, e crea energia e movimento, luce e calore, vita. Oppure è come il battito del cuore o il respiro incessante: <em>“mi ami – ti amo…”  </em></p>
<p>Così, fin dall’inizio della <strong>Creazione</strong> si è manifestato come lo Spirito Creatore, il Divino Realizzatore: <em>“…e lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque”</em> (Gen 1,2). È Lui che guida o che ispira i Santi e i Profeti fin dall’Antico Testamento, ma il suo capolavoro, la sua opera suprema è <strong>l’Incarnazione del Verbo</strong>, <em>concepito</em> per opera dello Spirito Santo. Poi, <strong>nel Battesimo di Gesù</strong> al Giordano discese su di Lui lo Spirito Santo in figura come di colomba, quindi <em>pieno</em> dello Spirito Santo e <em>guidato</em> dallo Spirito Santo per compiere la sua Vita pubblica e l’opera della <strong>Redenzione</strong>. Le stesse cose intende fare in noi se    Glielo permettiamo: in noi vuole concepire Gesù, riempirci e guidarci come ha fatto con Gesù.</p>
<p>Nell’ultima Cena Gesù disse: <em>“È bene per voi che Io me ne vada, perché, <strong>se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore</strong><strong>; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò</strong>. E quando sarà venuto, Egli convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. Quanto al peccato, perché non credono in Me; quanto alla giustizia, perché vado dal Padre e non mi vedrete più; quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato. Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà <strong>lo Spirito di Verità</strong>, Egli vi guiderà alla Verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà.”</em> (Gv 16,7-15).</p>
<p>“<strong><em>Quando me ne sarò andato, vi manderò il Consolatore</em></strong>”, ha detto Gesù, non per sostituirlo, ma per formare la sua Vita in noi e trasformarci in Lui. Per questo, Gesù Risorto ha dato lo Spirito Santo come il frutto immediato della Redenzione ai suoi discepoli, apparendo loro: <em>“soffiò su di loro e disse «<strong>Ricevete lo Spirito Santo</strong>»”</em> (Gv 20,22), allo scopo di dare ad essi la sua Vita e formarla in loro, perché il Signore non si accontenta di <strong>essere</strong> <strong>con</strong> <strong>noi,</strong> ma vuole <strong>vivere</strong> <strong>in</strong> <strong>noi.</strong></p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-19877" src="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/04/ricevereSpiritoSanto.jpg?resize=250%2C320&#038;ssl=1" alt="" width="250" height="320" srcset="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/04/ricevereSpiritoSanto.jpg?w=350&amp;ssl=1 350w, https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/04/ricevereSpiritoSanto.jpg?resize=234%2C300&amp;ssl=1 234w" sizes="auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px" />Quindi, dopo la sua Ascensione in Cielo, quando arrivò il giorno di <strong>Pentecoste </strong>lo Spirito Santo discese sui discepoli e Apostoli riuniti, per riempire il grande vuoto lasciato dall’assenza visibile del Signore nel loro cuore e li riempì, trasformandoli: da deboli e insicuri diventarono forti e pieni di coraggio, da ignoranti diventarono pieni di Sapienza, e da fragili nella fedeltà e poveri nell’amore umano diventarono pieni di Amore divino, pronti a dare la vita per il Signore e a dare a tutti la Vita del Signore.</p>
<p>Gesù aveva completato la sua missione, la sua Pasqua personale, il suo passare dal mondo al Padre; quindi a quel punto doveva incominciare quella dei suoi discepoli, il cammino della sua Chiesa, per portare la Redenzione al mondo intero e riportarlo con Gesù al Padre. E a questo scopo, per poter compiere la nostra missione ha inviato lo Spirito Santo, <em>“Anima della Chiesa”.</em> È Lui che nella Messa realizza il miracolo della Consacrazione del pane e del vino, trasformandoli in Gesù Cristo vivo e realmente presente sotto le loro apparenze o “accidenti”. Ed è Lui che deve realizzare un miracolo ancora più grande: come nell’Incarnazione <strong>Gesù “si rivestì” di noi</strong>, della nostra povera umanità, prendendo come sua la vita di ognuno di noi, le nostre colpe e le nostre pene, così adesso lo Spirito Santo vuole realizzare il gran miracolo di <strong>“rivestirci” noi di Gesù</strong>, come dice San Paolo (Gal 3,27; Col 3,10.12).</p>
<p>E come Gesù venne al mondo per mezzo di Maria, così lo Spirito Santo viene a noi per mezzo di Lei, la sua Immacolata Sposa. Infatti, il giorno di Pentecoste, lo Spirito Santo non dovette venire da molto lontano sugli Apostoli: in mezzo a loro stava Maria, la Piena di Grazia, e possiamo dire che da Lei “traboccò” per riversarsi sopra i suoi figli, riempiendoli a loro volta di tutta la Grazia necessaria per compiere la loro missione, per santificarsi e santificare. Perciò, niente fa lo Spirito Santo senza Maria. E solo quando la Chiesa comprenderà il posto di Maria e la sua missione indispensabile come Madre della Chiesa, allora lo Spirito Santo si riverserà in un modo nuovo su di essa, vivificandola con il dono supremo del suo Volere. Si compirà allora la profezia di Ezechiele 37:</p>
<p>“La mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa; mi fece passare tutt’intorno accanto ad esse. Vidi che erano in grandissima quantità sulla distesa della valle e tutte inaridite. Mi disse: <em>«Figlio dell’uomo, potranno queste ossa rivivere?».</em> Io risposi: <em>«Signore Dio, tu lo sai».</em> Egli mi replicò: <em>«Profetizza su queste ossa e annunzia loro: Ossa inaridite, udite la parola del Signore. Dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo Spirito e rivivrete. Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo Spirito e rivivrete: Saprete che Io Sono il Signore».</em> Io profetizzai come mi era stato ordinato; mentre io profetizzavo, sentii un rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si accostavano l’uno all’altro, ciascuno al suo corrispondente. Guardai ed ecco sopra di esse i nervi, la carne cresceva   e la pelle le ricopriva, ma non c’era spirito in loro. Egli aggiunse: <strong><em>«Profetizza allo Spirito, profetizza figlio dell’uomo e annunzia allo Spirito: Dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano».</em></strong> Io profetizzai come mi aveva comandato e lo Spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato. Mi disse: <em>«Figlio dell’uomo, queste ossa sono tutta la gente d’Israele. Ecco, essi vanno dicendo: Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti. Perciò profetizza e annunzia loro: Dice il Signore Dio: Ecco, Io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nel paese d’Israele. Riconoscerete che Io Sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri, o popolo mio. <strong>Farò entrare in voi il mio Spirito e rivivrete</strong>; vi farò riposare nel vostro paese; saprete che Io Sono il Signore. L’ho detto e lo farò».</em> Oracolo del Signore Dio”.</p>
<p>Invochiamolo ogni giorno fin dal mattino, chiedendo al Signore di inviarlo per mezzo di Maria, e dopo rinnovare la nostra personale consacrazione come Gesù e con Gesù alla Mamma Celeste, per rinnovare in noi l’immagine e la somiglianza della SS. Trinità, possiamo dirgli, per esempio:</p>
<p><em>“<strong>O Santo e Divino Spirito: purificami, riordinami, riempimi, santificami, sostituiscimi, trasformami, transustanziami, consacrami, divinizzami</strong>”.</em> Prendi pieno possesso del mio essere, della mia persona, della mia vita; ‒ di quello che sono, di quello che ho, di quello che faccio; ‒ <em>del mio spirito, della mia anima, del mio corpo; ‒ </em>delle mie facoltà, dei miei sensi, delle mie membra; ‒ <em>della mia volontà, della mia intelligenza, della mia memoria; ‒ </em>della mia mente, del mio cuore, del mio respiro; ‒ <em>dei miei pensieri, delle mie parole, delle mie opere; ‒ </em>di ogni sguardo, di ogni ascolto, della mia voce; ‒ <em>dei miei movimenti, delle mie azioni, dei miei passi; ‒ </em>del lavoro, della stanchezza, del riposo; ‒ <em>dei sentimenti, delle pene, delle gioie; ‒ </em>della mia preghiera, della Santa Messa, dei Sacramenti che ricevo (o che do); ‒ <em>del mio passato, del mio presente, del mio avvenire. ‒ </em>Sii Tu il protagonista della mia vita intera, del mio passaggio all’altra riva e della mia eternità, per convertire tutto <em>in lode</em> perfetta ed universale della tua Gloria, <em>in vita</em> della tua Vita, <em>in trionfo</em> del tuo Volere, del tuo Amore. Amen.</p>
<p>Così sia per noi una continua festa della Pentecoste!</p>The post <a href="https://ladivinavolonta.org/vieni-spirito-santo/">Vieni Spirito Santo a rivestirci di Gesù</a> first appeared on <a href="https://ladivinavolonta.org">La Divina Volontà è l’essenza di Dio, è la Sorgente di tutti i suoi Attributi, del suo Amore, della sua Vita e delle sue opere</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Il tempo della Misericordia sta per finire e si sta avvicinando il tempo della Giustizia</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Apr 2024 11:24:44 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-19988" src="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/04/tempodellaGiustizia.jpg?resize=650%2C340&#038;ssl=1" alt="" width="650" height="340" srcset="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/04/tempodellaGiustizia.jpg?w=650&amp;ssl=1 650w, https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/04/tempodellaGiustizia.jpg?resize=300%2C157&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>Il 23 Aprile 1865 nacque la Serva di Dio Luisa Piccarreta, “la piccola Figlia della Divina Volontà”. Quel giorno era la Domenica “in Albis”. Dal 22 Febbraio 1931, più volte Nostro Signore disse a S. Faustina Kowalska che tale domenica deve essere celebrata dalla Chiesa come<br />
la festa della Divina Misericordia. Per tanto, precisamente il 5 Maggio 2000, il Papa Giovanni Paolo II ha istituito finalmente questa festa per tutta la Chiesa. Lui è deceduto il sabato 2 Aprile 2005, a tarda sera, quando era ormai iniziata liturgicamente la festa. E il 16 Aprile, festa della Divina Misericordia, nel 1927 nacque il Santo Padre Benedetto XVI. Coincidenze significative, questi ultimi Pontefici sono stati segno e dono della Divina Misericordia.</p>
<p>Il Signore aveva detto a Santa Faustina: <em>“Prima di venire come <strong>giusto Giudice</strong>, verrò come <strong>Re di Misericordia</strong>. Prima che venga <strong>il giorno della Giustizia</strong> sarà dato agli uomini questo segno nel cielo. Ogni luce si spegnerà nel cielo e ci sarà una grande tenebra in tutta la terra. Allora apparirà nel cielo il segno della Croce e dai buchi dove furono inchiodati le mani e i piedi del Salvatore usciranno grandi raggi di luce che durante qualche tempo illumineranno la terra. Questo avverrà poco prima dell’ultimo giorno”</em> (“Diario” n. 83).</p>
<p>Per “ultimo giorno” non si intende l’ultimo giorno della storia, la fine del mondo, ma l’ultimo giorno di questo tempo di attesa e di <strong>Misericordia</strong>, “la fine dei tempi”, dopo i quali sta per arrivare il tempo tanto atteso, il tempo nuovo in cui si compirà “il Regno di Dio e la sua <strong>Giustizia</strong>” (o santità). I segni dei tempi, come il Signore ci insegna, ci dicono chiaramente che il tempo in cui viviamo, tempo della Misericordia tanto chiacchierata e abusata, è agli sgoccioli, e a grandi passi si avvicina <strong><em>“il giorno della Giustizia”</em></strong>. Su questo tempo della <strong>Giustizia</strong> Gesù dice alla sua piccola Figlia, Luisa Piccarreta (e a noi):</p>
<p><em>“Figlia mia, te lo ripeto, non guardare la terra, lasciamoli fare. Vogliono far guerra? La facciano pure, e quando loro si saranno stancati, anch’Io farò la mia guerra. La loro stanchezza nel male, le loro disillusioni, i disinganni, le perdite subite, li disporranno a ricevere la mia guerra. La mia guerra sarà guerra d’amore. <strong>Il mio Volere scenderà dal Cielo in mezzo a loro</strong>. Tutti i tuoi atti e quelli degli altri, fatti nel mio Volere, faranno guerra alle creature, ma non guerra di sangue: guerreggeranno con le armi dell’amore, dando loro doni, grazie, pace; daranno cose sorprendenti, da far stupire l’uomo ingrato. Questa mia Volontà, milizia di Cielo, con armi divine confonderà l’uomo, lo travolgerà, gli darà la luce per vedere, non il male, ma i doni e le ricchezze con cui voglio arricchirlo. Gli atti fatti nel mio Volere, portando in sé la potenza creatrice, saranno la nuova salvezza dell’uomo e, scendendo dal Cielo, porteranno tutti i beni sulla terra, porteranno <strong>la nuova era e il trionfo sull’iniquità umana</strong>. Perciò moltiplica i tuoi atti nella mia Volontà, per formare le armi, i doni, le grazie, per poter scendere in mezzo alle creature e guerreggiarle in amore”.</em></p>
<p>A questo siamo chiamati, noi ai quali è data la grazia di saperlo: teniamoci pronti, come dice San Pietro (2 Pt 3,11-13): <em>“Se tutte queste cose devono dissolversi così, quali non dovete essere voi, nella santità della condotta e nella pietà, <strong>attendendo e affrettando la venuta del giorno di Dio</strong>, nel quale i cieli si dissolveranno e gli elementi incendiati si fonderanno! E poi, secondo la sua promessa, noi aspettiamo <strong>nuovi cieli e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la Giustizia</strong>.”</em></p>
<p>Ma parliamo adesso del rapporto della Divina Misericordia con la Pasqua.</p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-4564" src="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2020/04/GesuRisorto2.jpg?resize=220%2C326&#038;ssl=1" alt="" width="220" height="326" srcset="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2020/04/GesuRisorto2.jpg?w=270&amp;ssl=1 270w, https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2020/04/GesuRisorto2.jpg?resize=203%2C300&amp;ssl=1 203w" sizes="auto, (max-width: 220px) 100vw, 220px" />Gli Apostoli dovevano testimoniare al mondo la Risurrezione del Signore. Ma questo non sarebbe stato sufficiente; la gente avrebbe detto: <em>“Ah, sì, Gesù è risorto, ci fa piacere! Auguri a Lui! Bene per Lui!&#8230; E noi&#8230;?”</em> Loro, gli Apostoli, dovevano allo stesso tempo testimoniare al mondo la Divina Misericordia, dovevano poter dire: <em>“Siamo stati dei vigliacchi, degli ingrati, lo abbiamo abbandonato, lo abbiamo anche noi giudicato un’illusione, un fantasma&#8230; Ma Lui non ci ha rifiutati, non ci ha ritirato il suo amore; ci ha perdonati, ci ha ripristinati nella sua amicizia, ha mangiato ancora con noi&#8230; Potete tutti sperare in Lui. La sua Risurrezione è per noi, ha cominciato a entrare in noi, a trasformarci, a farci diventare nuovi”. </em>Gli Apostoli dovevano constatare e accettare la loro miseria, per poter sperimentare la Divina Misericordia, senza la quale sarebbe rimasto un abisso di separazione tra la Risurrezione del Signore e la nostra situazione di morte&#8230;</p>
<p><strong>La Misericordia e la Giustizia</strong>, questi due Attributi divini, sono sempre e solo Amore di Dio e rappresentano rispettivamente l’Umanità SS. di Gesù e la sua Divinità, per cui sono inseparabili, come lo sono le due Nature del Verbo Incarnato. Formano come un binomio, come le due facce di una stessa medaglia (la Divina Volontà), e sono quelli che regolano i rapporti tra Dio e l’uomo: la <strong>Divina Misericordia</strong> è a difesa dell’uomo peccatore, la <strong>Divina Giustizia</strong> è a difesa di Dio.</p>
<p>Il Signore disse nell’ultima Cena: <em>“Quando sarà venuto il Consolatore, Egli convincerà il mondo quanto al peccato, alla <strong>Giustizia</strong> e al Giudizio…”</em> (Gv 16, 8) Il peccato rompe l’armonia e l’unione tra la Volontà Divina e la volontà umana; è ingiustizia e aggressione, che si scontra con la Divina Giustizia, e tale scontro dà luogo al Giudizio. Ma il Giudizio si evita solo ricorrendo alla Divina Misericordia. Si deve però <em>“soddisfare ogni <strong>giustizia</strong>”,</em> come disse il Signore a S. Giovanni il Battista, per permettere il passo alla <strong><em>misericordia</em></strong>. La Divina Misericordia passa sopra il ponte riparato della Divina Giustizia, ponte distrutto dal peccato.</p>
<p>L’Opera della REDENZIONE è manifestazione e glorificazione della <strong>Divina Misericordia</strong>.</p>
<p>L’Opera della SANTIFICAZIONE invece è manifestazione e glorificazione   della <strong>Divina Giustizia</strong>, che “giustifica” (cioè, rende giusto) l’uomo con la Giustizia o Santità di Dio. È il traguardo: <em>“Cercate il Regno di Dio e la sua Giustizia, e tutto il resto vi sarà dato in più”.</em></p>
<p>Il Signore Dio disse a Mosè: <em>“Farò grazia a chi vorrò far grazia e avrò misericordia di chi vorrò aver misericordia”</em> (Es 33,19). Essere <strong>Misericordioso</strong> è per Dio un “diritto” al quale ci tiene, essere <strong>Giusto</strong> è per Lui “dovere” (non potrebbe essere ingiusto).</p>
<p>Questi due attributi, <strong>Misericordia e Giustizia</strong>, caratterizzano rispettivamente l’opera della REDENZIONE e il REGNO DELLA DIVINA VOLONTÀ, e caratterizzano anche i vari atteggiamenti spirituali dell’uomo nei suoi rapporti con Dio: quello del servo –e anche del figlio minorenne, immaturo, che ha ancora mentalità di servo, essendo <em>“come uno schiavo, pur essendo padrone di tutto”</em> (Gal 4,1)– i quali devono bussare alla porta della <strong>Divina Misericordia</strong> per ottenere. Da qui le esortazioni di Gesù a domandare (<em>“Cercate e troverete, chiedete e riceverete, bussate e vi sarà aperto”, “Tutto ciò che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo darà”,</em> ecc.). Mentalità che si vede dalle “intenzioni” che si mettono, nelle petizioni che si fanno, ecc., dal momento che <em>“lex orandi, lex credendi”</em> (cioè, il modo di pregare dice qual è la fede). È il “figlio prodigo” ancora in cammino di ritorno    verso la Casa del Padre.</p>
<p>Invece, il figlio che vive ormai nella Casa paterna, nella Volontà del Padre, non sente alcun bisogno di chiedere nulla per sé, perché sente tutto suo. <em>“Una sola cosa gli sta a cuore, la Divina Volontà e l’Amore”</em>, dice Gesù alla sua piccola Figlia, Luisa Piccarreta. Non ha cose proprie, ma tutto in comune con il Padre, per cui solo cerca <em>“il Regno di Dio</em> –per tutti– <em>e la sua Giustizia”</em> o Santità. Non si interessa più di sé (vive in un perfetto abbandono fiducioso), ma s’interessa di ciò che sta a cuore a Dio, il suo Regno e la sua Gloria, e di ciò che giova al prossimo e lo può unire     di più a Dio.</p>
<p>In altre parole, chi sta ancora fuori della Casa deve bussare, chi invece è dentro non ha bisogno. Per questo, dice il Signore, nel paradiso terrestre, nei rapporti tra Adamo innocente e Dio c’erano da parte dell’uomo l’adorazione, la lode, il ringraziamento e l’amore, ma non esisteva la supplica o la preghiera di petizione. Quella è nata dopo il peccato, dopo la rottura dell’unione con Dio, quando l’uomo si è sentito bisognoso di tutto, bisognoso di <strong>Misericordia</strong> da parte di Dio.</p>The post <a href="https://ladivinavolonta.org/il-tempo-della-misericordia-sta-per-finire/">Il tempo della Misericordia sta per finire e si sta avvicinando il tempo della Giustizia</a> first appeared on <a href="https://ladivinavolonta.org">La Divina Volontà è l’essenza di Dio, è la Sorgente di tutti i suoi Attributi, del suo Amore, della sua Vita e delle sue opere</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>L’Annunciazione a Maria e l’Incarnazione del Verbo</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Apr 2024 14:13:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La festa dell&#8217;Annunciazione a Maria e dell&#8217;Incarnazione del Figlio di Dio, il Verbo eterno, quest&#8217;anno si celebra il lunedì 8 Aprile. Essa è la prima festa in assoluto. Ma chi è il Verbo? Nel Credo diciamo: “Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-19595" src="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/04/AnnunciazioneaMaria.jpg?resize=580%2C303&#038;ssl=1" alt="" width="580" height="303" srcset="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/04/AnnunciazioneaMaria.jpg?w=580&amp;ssl=1 580w, https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/04/AnnunciazioneaMaria.jpg?resize=300%2C157&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px" /></p>
<p>La festa dell&#8217;Annunciazione a Maria e dell&#8217;Incarnazione del Figlio di Dio, il Verbo eterno, quest&#8217;anno si celebra il lunedì 8 Aprile. Essa è la prima festa in assoluto. Ma chi è il Verbo? Nel Credo diciamo: “Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, <strong><em>Luce</em></strong><em> da Luce</em>, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre”. La prima parola che Dio disse fu <em>“<strong>Fiat Lux</strong>”, “<strong>Sia fatta la Luce</strong>”.</em></p>
<p>La stessa parola disse la SS. Vergine: <em>“<strong>Fiat mihi</strong>”, “<strong>Sia fatto in me</strong>”. </em>Dio ha fatto dipendere tutto da questa risposta della SS. Vergine. Il Progetto Divino parte dall’Incarnazione del Figlio di Dio e perciò dall’Annunciazione a Maria e dal suo <em>“<strong>Fiat</strong>”.</em></p>
<p>Dio non aveva bisogno di niente né di nessuno. Tutto quello che fa è per dare sfogo al suo Amore. Dipendendo dal mistero divino dei rapporti tra le Tre Divine Persone (la <em>generazione </em>del Figlio e la <em>“processione” </em>dello Spirito Santo), la prima decisione eterna del loro Volere è stata l’Incarnazione del Verbo, Nostro Signore Gesù Cristo, a motivo della quale, insieme con Lui è stata eternamente voluta e concepita, in mezzo alle Tre Divine Persone, Colei che doveva essere sua Madre, la SS. Vergine.</p>
<p>Da Lei tuttavia Dio ha fatto dipendere l’Incarnazione del Figlio di Dio. Maria è stata sempre perfettamente libera nella sua risposta a Dio. Dio si è “giocato” tutto con la libera risposta di Maria, una risposta di puro amore, la sola risposta degna di Dio. Senza di Lei non sarebbe venuto al mondo Gesù Cristo, non avremmo avuto il Redentore né la Redenzione, senza di Lei non ci sarebbe stata nemmeno una pagina del Vangelo. Anzi, siccome doveva dipendere la nostra esistenza e quella di tutto quanto esiste dall’Incarnazione del Verbo Divino, ne consegue che Dio ha fatto che la stessa esistenza della Vergine e di tutti noi dipendesse dal <strong><em>“sì” </em></strong>divino di Maria.</p>
<p>Quando celebriamo l’Annunciazione a Maria e quindi la venuta al mondo del Figlio di Dio, possiamo dire che celebriamo <strong>la nostra origine</strong>, la nostra esistenza, perché nell’atto eterno e allo stesso tempo storico dell’Incarnazione siamo stati concepiti, ha concepito con Lui le nostre anime, come qualcosa di suo, come sue membra delle quali Gesù Cristo è il Capo. Nell’incarnarsi ha concepito, come suo Corpo Mistico, tutte le anime, e –tranne l’anima immacolata e santa di sua Madre– ognuno di noi abbiamo apportato la nostra situazione di peccato con tutte le conseguenze di debolezza, di dolore e di morte. Nell’incarnarsi, Gesù si è fatto carico di tutto e ha risposto perfettamente al Padre a nome di noi tutti: “Entrando nel mondo, Cristo dice: <em>Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato</em>. <em>Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato</em>. <em>Allora ho detto: Ecco, <strong>io vengo</strong> </em>–<em>poiché di me sta scritto nel rotolo del libro</em>– <strong><em>per fare, o Dio, la tua Volontà</em></strong>” (Ebrei 10,5-7).</p>
<p>E non a caso, tutto ciò che Luisa ha scritto inizia nel suo primo volume con “la Novena del Natale”, dove Gesù le dice: “<em>Figlia mia, poggia la tua testa sul seno della mia Mamma; guarda fin dentro di esso la mia piccola Umanità. Il mio Amore mi divorava; gli incendi, gli oceani, i mari immensi dell’Amore della mia Divinità m’inondavano, m’incenerivano, alzavano tanto le loro vampe che si alzavano e si estendevano ovunque, a tutte le generazioni, dal primo all’ultimo uomo, e la mia piccola Umanità era divorata in mezzo a tante fiamme. Ma sai tu che cosa il mio Eterno Amore mi voleva far divorare? Ah, le anime! E allora fui contento, quando le divorai tutte, <strong>restando con Me</strong></em><strong> <em>concepite</em></strong><em>. Ero Dio: dovevo operare da Dio, dovevo prendere tutte; il mio Amore non mi avrebbe dato pace, se avessi escluso qualcuna&#8230; Ah, figlia mia, guarda bene nel seno della mia Mamma; fissa bene gli occhi nella mia Umanità concepita e vi troverai l’anima tua concepita con Me, le fiamme del mio Amore che ti divorarono</em>…” “<em>Ogni anima concepita mi portò il fardello dei suoi peccati, delle sue debolezze e passioni, e il mio Amore mi comandò di prendere il fardello di ciascuna; e non solo le anime concepii, ma le pene di ciascuna, le soddisfazioni che ognuna di esse doveva dare al mio Celeste Padre. Sicché <strong>la mia Passione fu concepita insieme con Me</strong>.</em>”</p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4596" src="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2020/05/attidiMaria-1.jpg?resize=270%2C270&#038;ssl=1" alt="" width="270" height="270" srcset="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2020/05/attidiMaria-1.jpg?w=270&amp;ssl=1 270w, https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2020/05/attidiMaria-1.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w" sizes="auto, (max-width: 270px) 100vw, 270px" />Incarnandosi in Maria, Gesù ha concepito con Sé tutte le anime come suo Corpo Mistico e si è fatto carico delle colpe e delle pene di ogni creatura. Fin d’allora iniziò la sua Passione e fu crescendo, fino a “traboccare” esternamente l’ultimo giorno della sua vita, nella Passione che Gli fecero soffrire gli uomini. Tutta quest’opera di Redenzione ha voluto farla con sua Madre. Il suo amore di Figlio non Gli ha permesso di escluderla da nessuna cosa fatta da Lui; ha voluto il <em>“sia fatto”, </em>il <strong><em>“Fiat” </em></strong>di Maria insieme al suo, per nascere, per vivere, per morire e anche per risorgere.</p>
<p>Maria non è per tanto la Madre di Gesù solo per nove mesi, né solo per la durata della sua infanzia, ma per tutta la sua vita. In tutto e in ogni istante Gli ha dato la vita. Non solo è stata spettatrice, ma collaboratrice e Madre di ogni insegnamento di Gesù, di ogni suo miracolo, di ogni perdono dato, di ogni sacramento istituito, di ogni sua preghiera, di ogni sua lacrima, di ogni goccia del suo Sangue versata (che Lei gli aveva dato)… Madre dell’Eucaristia, Madre della Risurrezione…, Madre &nbsp;del suo Trionfo, Madre del Redentore, Madre del Re dei re!</p>
<p>Il ruolo di Maria non si esaurisce nell’aver concepito e dato alla luce il Figlio di Dio. La sua Maternità Divina si stende a tutto il suo Corpo Mistico, per fare per ognuno di noi ciò che ha fatto per suo Figlio. Così, <em>“quando venne la pienezza del tempo Dio mandò il suo Figlio, nato dalla Donna, nato sotto la Legge, per riscattare coloro che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli”</em> (Gal 4,4-5)</p>
<p>Lei ci ha concepiti nel suo Cuore materno Immacolato insieme con suo Figlio e ci ha dato alla luce con dolore immenso, sotto la Croce. E come Gesù ha risposto al Padre a nome di tutti noi (<strong><em>“eccomi, o Padre, che vengo per fare la tua Volontà”</em></strong>), così Maria ha risposto all’Annuncio dell’Angelo, e si è fatta portavoce e rappresentante di tutta l’umanità e di tutte le creature: <strong><em>“eccomi, sono la Serva del Signore, sia fatta in me la tua Volontà”</em></strong>. E noi solo così possiamo prendere parte a questo trionfo dell’Amore Divino, a questo trionfo del Cuore Immacolato di Maria, accogliendo come Lei nel nostro cuore il Dono del Padre, l’Incarnazione del Figlio di Dio. In noi vuole rinnovare la sua Venuta nel mondo, il prodigio della sua Incarnazione e della sua Vita. Perciò ognuno di noi dica con Gesù e Maria: <strong><em>“eccomi, sono figlio della Serva del Signore, sia fatta in me la tua Volontà; eccomi, o Padre, che vengo per fare la tua Volontà”</em></strong>. Il pieno compimento del Progetto Divino deve avvenire ugualmente in noi, con il nostro <strong><em>“Fiat”</em></strong><em>,</em> “come in Cielo così in terra”.</p>The post <a href="https://ladivinavolonta.org/lannunciazione-a-maria-e-lincarnazione-del-verbo/">L’Annunciazione a Maria e l’Incarnazione del Verbo</a> first appeared on <a href="https://ladivinavolonta.org">La Divina Volontà è l’essenza di Dio, è la Sorgente di tutti i suoi Attributi, del suo Amore, della sua Vita e delle sue opere</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Le nostre opere, contrarie alla Volontà del Padre, hanno formato la Passione di Gesù</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2024 19:55:42 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-19586" src="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/03/laPassionediGesu.jpg?resize=580%2C303&#038;ssl=1" alt="" width="580" height="303" srcset="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/03/laPassionediGesu.jpg?w=580&amp;ssl=1 580w, https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2024/03/laPassionediGesu.jpg?resize=300%2C157&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px" /></p>
<p>Per avvicinarci ad una maggior comprensione della Passione di Gesù, pensiamo ad un fatto di comune esperienza. Tutti sappiamo bene che quando amiamo una persona, anche quando essa è lontano e non la vediamo magari da tanto tempo –pensate per esempio, ad un figlio, ad un amico, ecc.– se quella persona è in difficoltà o nella sofferenza, anche noi la sentiamo; lo stesso se è nella gioia. Questo dimostra che ci unisce ad essa una specie di collegamento invisibile, un ponte spirituale che si chiama amicizia, amore…</p>
<p>Ebbene, se noi che siamo così limitati e con una sensibilità così grossolana avvertiamo così forte questa condivisione, pensiamo quanto più, senza confronto, ogni cosa che facciamo o che ci succede risuona nel Cuore adorabile di Gesù.</p>
<p>I nostri pensieri si ripercuotono nella sua mente come se fossero suoi, perché in realtà da Lui ci viene la capacità di farli. <em>“Siamo infatti opera sua, <strong>creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto affinché noi le praticassimo</strong>”</em> (Efesini 2,10). E così pure, le nostre parole sono collegate alla sua bocca, i nostri occhi ai suoi occhi, le nostre mani alle sue ed il nostro cuore al suo Cuore.</p>
<p>A Lui apparteniamo in quanto creature, come membra del suo Corpo, creati a motivo di Lui. Nell’incarnarsi Egli si è fatto come noi, perché prima, nel crearci, ci fece come Lui, per Lui e in Lui. Perciò Egli sente come sue le nostre pene e le nostre gioie, i nostri pensieri e le nostre parole, i nostri sentimenti e i nostri desideri. Per questo Gesù si è presentato davanti al Padre come se Lui fosse il responsabile di tutto ciò che noi facciamo, volendo dare al Padre la risposta di fedeltà e di amore –di Amore divino– che tutte le creature abbiamo il dovere di dare.</p>
<p>Questa mancata risposta nostra è quella che per noi ha dato Gesù: <em>“Eccomi, o Padre, che vengo per fare la tua Volontà”</em>. <em>“Colui che mi ha mandato è con me e non mi ha lasciato solo, perché Io faccio sempre le cose che gli sono gradite”.</em></p>
<p>Questo nostro operato, separato e contrario alla Volontà del Padre, è quello che gli ha formato la Passione: <em>“Colui che non aveva conosciuto peccato, <strong>Dio lo trattò da peccato in nostro favore</strong>, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio”</em> (1 Cor 5,21)<br />
A conferma di questo, Gesù dice negli Scritti di Luisa:</p>
<p>Questa mattina il mio adorabile Gesù nel venire mi faceva vedere il suo amabilissimo Cuore; da dentro vi uscivano come tanti fili lucenti d’oro, d’argento, rossi, e pareva che formassero una rete e filo per <strong>filo legava tutti i cuori umani</strong>. Io sono rimasta incantata nel vedere ciò e Lui mi ha detto:</p>
<p><em>“Figlia mia, il mio Cuore lega a sé con questi fili tutti gli affetti, i desideri, i palpiti, l’amore e fin la stessa vita dei cuori umani, in tutto simili al mio Cuore umano, solo diverso nella santità, e avendoli legati dal Cielo, a seconda che si muovono i desideri miei, il filo dei desideri eccita i desideri loro; se si muovono gli affetti, il filo degli affetti muove gli affetti loro; se amo, il filo dell’amore eccita il loro amore, e il filo della mia vita dà loro la vita. Oh, <strong>che armonia tra il Cielo e la terra, tra il mio Cuore ed i cuori umani</strong>, ma questo lo avverte solo chi mi corrisponde; ma chi ripugna con l’efficacia della sua volontà, niente avverte e manda a vuoto le operazioni del mio Cuore umano.” </em>(vol. 6°, 28-08-1905)</p>
<p><em>“Non c’è cosa creata che non abbia vita dal mio Cuore. Tutte le creature sono come tante corde che escono dal mio Cuore e che hanno vita da Me. Di necessità e naturalmente, <strong>tutto ciò che fanno si ripercuote nel mio Cuore</strong>, fosse anche un movimento. Di conseguenza, se fanno male, se non mi amano, mi danno continua molestia. Quella corda risuona nel mio Cuore suoni di dispiaceri, di amarezze, di peccati, e vi forma suoni lugubri, da rendermi infelice da parte di quella corda o vita che esce da Me. Invece, se mi ama ed è tutta intenta a contentarmi, quella corda mi dà continuo piacere e vi forma dei suoni festosi, dolci, che armonizzano con la mia stessa vita, e per parte di quella corda Io ne godo tanto, fino a rendermi felice e a godere per causa loro il mio stesso Paradiso.”</em> (vol. 10°, 08-02-1911)</p>
<p><em>“Non appena la Potenza Divina formò questa piccolissima Umanità, tanto piccola che potrebbe paragonarsi alla grossezza di una nocella, ma con le membra tutte proporzionate e formate, il Verbo restò concepito in essa. L’immensità della mia Volontà, racchiudendo tutte le creature passate, presenti e future, <strong>concepì in Essa tutte le vite delle creature</strong> e, come cresceva la mia, così crescevano loro in Me. Sicché, mentre apparentemente parevo solo, visto col microscopio della mia Volontà si vedevano concepite tutte le creature. Succedeva di Me come quando si vedono acque cristalline, che mentre compariscono chiare, viste col microscopio, quanti microbi non si vedono?”</em> (vol. 15°, 06-12-1922)</p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-2159" src="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2018/02/Gesucrocifisso2.jpg?resize=250%2C358&#038;ssl=1" alt="" width="250" height="358" srcset="https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2018/02/Gesucrocifisso2.jpg?w=250&amp;ssl=1 250w, https://i0.wp.com/ladivinavolonta.org/wp-content/uploads/2018/02/Gesucrocifisso2.jpg?resize=209%2C300&amp;ssl=1 209w" sizes="auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px" />Così, ogni “microbo” gli abbiamo portato la nostra “secrezione” avvelenata (eccetto l’Anima immacolata e tutta Santa di sua Madre, concepita anch’essa nell’atto dell’Incarnazione di Gesù). Perciò <strong>la sua Passione è incominciata non appena si è incarnato</strong>: proprio per questo, il primo volume degli Scritti di Luisa incomincia raccontando la “Novena” del Natale e i nove “eccessi” di amore e di dolore di Gesù nel grembo materno. L’opera della Redenzione, della riparazione a modo divino di ogni cosa fatta da ogni creatura, è incominciata fin dal primo istante della Vita del Signore, ed è andata crescendo fino a “traboccare” all’esterno l’ultimo giorno della sua Vita, nella Passione che gli diedero gli uomini.</p>
<p>Abbiamo meditato in questi giorni la Via Crucis, abbiamo letto la Passione di Gesù, abbiamo fatto –speriamo– qualche Ora della Passione… Ebbene, non rimaniamo solo a considerare il fatto terribile dell’ultimo giorno di Gesù, pensiamo che quello fu come la superficie che si vede del mare; e tutto quello che c’è sotto la superficie, in quegli abissi insondabili della Passione?</p>
<p>Ma è evidente che la Vita e la Passione di Gesù coincidono, ed è pure evidente che essa si spiega solo con il suo Amore, che ha legato alla sua Umanità ogni atto di esistenza di ogni essere umano, dell’intera umanità. Per tanto, nella sua Passione “eravamo” presenti tutti, dal primo all’ultimo uomo, e tutti, buoni e cattivi, chi lo ama e chi lo rifiuta, abbiamo gridato <em>“Crocifiggilo!”</em>, gli uni per chiedere la salvezza e la Vita, gli altri per conferma del loro peccato e dannazione.</p>
<p>Nella sua Passione tutti siamo partecipi, in un modo o in un altro, nessuno è soltanto spettatore. Perciò, nel leggere o meditare la Passione, sarebbe cosa buona domandarci o domandare a Gesù: quale dei vari personaggi di quel momento storico mi assomiglia? In quale di loro mi vedo rappresentato? …Nei vari discepoli? In Pilato? Nella Veronica? Nel Cireneo? In Pietro? In Caifa? Nel buon ladrone…?</p>
<p>A Natale si suole raffigurare con il presepio la scena di Betlemme, il momento della nascita di Gesù. Adesso, in Settimana Santa si potrebbe fare lo stesso con la scena del Calvario, il momento della nostra vera nascita. E così, ad un certo punto, le due scene si “sovrappongono”: al posto di Gesù morto, deposto dalla croce tra le braccia di Maria, vediamo ognuno di noi, neonati, vivi, nelle sue braccia: <strong><em>“Donna, ecco i tuoi figli”…</em></strong></p>
<p>E allora, domandiamo la grazia al Signore di sentirci personalmente toccati nel più profondo da un qualche particolare o da una certa scena della Passione, qualcosa che lasci in noi una impronta incancellabile. Se qualcuno non lo prova, credo che si deva preoccupare, che vada subito da un cardiologo, per vedere se per caso non ha una pietra al posto del cuore…</p>The post <a href="https://ladivinavolonta.org/le-nostre-opere-contrarie-alla-volonta-del-padre-hanno-formato-la-passione-di-gesu/">Le nostre opere, contrarie alla Volontà del Padre, hanno formato la Passione di Gesù</a> first appeared on <a href="https://ladivinavolonta.org">La Divina Volontà è l’essenza di Dio, è la Sorgente di tutti i suoi Attributi, del suo Amore, della sua Vita e delle sue opere</a>.]]></content:encoded>
					
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